Napolitano alla Fiera del Libro: luogo di dialogo

Il presidente della Repubblica inaugura la Fiera visitando i padiglioni della rassegna torinese. All'esterno un gruppo di contestatori è stato allontanato dalle forze dell'ordine<br />

Torino - Dopo la grande festa di ieri sera nella maestosa Reggia di Venaria, che ha accolto un migliaio di invitati, è tutto pronto al Lingotto di Torino per l’apertura della 21/a edizione della Fiera del Libro, caratterizzata da violente polemiche verbali per la decisione degli organizzatori di invitare Israele come ospite d’onore. Davanti al Lingotto diverse bandiere israeliane hanno accolto l'arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una giornata che si preannuncia già densa di polemiche.

Napolitano: "Non c'è dialogo senza diritti" "Si tratta di un contesto e di un clima che non possono essere turbati e deviati da contese politiche o da intrusioni pretestuose". Giorgio Napolitano è stato accolto all’ingresso del Lingotto dai vertici istituzionali e da numerose bandiere di Israele. Dopo essersi diretto nella Sala gialla dove è stato salutato con un applauso dal pubblico, il Capo dello Stato ha inaugurato la 21ma fiera internazionale di Torino, "luogo di dialogo e non di contese politiche". "Non c’è dialogo - ha detto il presidente riferendosi al conflitto arabo-israeliano - se si muove dal rifiuto della legittimità dello Stato di Israele, delle ragioni della sua nascita e del suo diritto all’esistenza". "Un diritto - ha continuato tra gli applausi - che può e deve comminarsi con il diritto del popolo palestinese a dare vita a un proprio stato. In questi termini si colloca ogni sforzo di mediazione e di intesa" da parte della comunità internazionale. Napolitano ha ricordato che Israele è stato invitato a questa edizione della Fiera "per il patrimonio storico-culturale che rappresenta, per il suo apporto all’evoluzione della ricerca, dell’elaborazione culturale dei linguaggi espressivi in molteplici ambiti e in prospettiva comune. Lo si è fatto nella speciale occasione dei 60 anni della fondazione dello Stato di Israele, deliberata dall’assemblea delle Nazioni unite. Nulla in ciò può essere contestato come appiattimento politico di un grande evento culturale come quello che si inaugura oggi". "È vero piuttosto - ha continuato Napolitano - che si stravolge politicamente e culturalmente questo evento pretendendo di introdurvi la problematica del drammatico conflitto arabo-israeliano in chiave di esasperata partigianeria e di negazione dei termini obiettivi di un dialogo più che mai necessario".

Firma sulla bandiera israeliana Il Presidente durante la visita agli stand ha firmato una copertina del Riformista di oggi che riporta la bandiera di Israele. Il giornale è stato offerto dal deputato del Pd Emenuele Fiano, segretatio dell’associazione Sinistra per Israele. Napolitano nell’apporre la propria firma ha detto di farlo "molto volentieri".

Il ringraziamento di Meir L’ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir, ha ringraziato calorosamente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del libro di Torino e in particolare per le sue prese di posizione negli ultimi giorni a favore dello stato di Israele e della sua presenza a Torino. L’ambasciatore israeliano ha sottolineato che a rappresentare Israele a Torino ci sono 19 autori e questi rappresentano "il sentimento israeliano, la sua vivacità come la sua volontà di pace e di convivenza, sentimenti che ci uniscono ad un forte spirito critico, proprio della libertà". "Insieme alle molte attività collaterali, dalla musica al teatro alla scienza, contribuiranno a far conoscere la vera straordinarietà di Israele, uno stato giovane fondato sulla nostra storia millenaria", ha concluso l’ambasciatore sottolineando che quanto più "l’immagine di Israele ci arriva attraverso la televisione e i giornali, appiattita nello stereotipo e nel pregiudizio, tanto più la conoscenza della sua letteratura e della sua cultura, diventa di primaria importanza". Meir ha espresso una doppia emozione perché in questo giorno del calendario ebraico, "60 anni fa, nasceva lo stato di Israele, dando compimento all’aspirazione antica di 2000 anni del popolo ebraico, di tornare nella propria patria, e alla risoluzione dell’Onu, che stabiliva il diritto di creare uno stato ebraico accanto ad uno stato arabo".

Contestazione davanti al Lingotto Un gruppo di simpatizzanti dell’associazione Free Palestine ha cercato di esporre uno striscione davanti al Lingotto di Torino, ma le forze dell’ordine lo hanno impedito per ragioni di sicurezza. Ci sono stati attimi di tensione verbale e poi una decina di manifestanti è stata spostata in una via laterale, in via Spotorno, dove è stato possibile aprire lo striscione su cui c’è scritto "No al colonialismo sionista, stato unico per arabi ed ebrei in palestina. Boicotta Israele, boicotta la fiera del libro 2008". Durante la contestazione, un simpatizzante di Israele ha lanciato imprecazioni contro il gruppo filopalestinese ma è stato subito bloccato dalla polizia che non gli ha permesso di raggiungere i manifestanti di Free Palestine. Alcuni dei manifestanti contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro si sono anche avvolti in bandiere palestinesi. "Siamo in un sistema fascista - ha detto Anna Musini - non c’è democrazia. Quelli di Israele possono sventolare le bandiere, noi non possiamo mettere uno striscione per denunciare un paese barbaro che opprime il popolo palestinese da 70 anni. Noi che siamo dalla parte degli oppressi, ci hanno impedito di manifestare. Gli altri possono fare tutto". Durante la protesta è stato anche distribuito un volantino del Partito Comunista dei Lavoratori, in cui si invita a partecipare alla manifestazione di sabato a Torino. "Il popolo palestinese - si legge nel volantino - si è organizzato e continua ad organizzarsi per opporre la sua resistenza a questa mostruosità. Da 60 anni Israele continua impunemente nella sua pratica dell’annientamento del popolo palestinese".

Città blindata La notte è stata tranquilla ma tutta la città è stata sorvegliata da un imponente servizio delle forze dell’ordine in attesa dell’arrivo del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che inaugurerà ufficialmente la kermesse. Dopo l’intervento nella sala gialla e il taglio del nastro, il Capo dello Stato visiterà alcuni stand e poi rientrerà immediatamente a Roma per il giuramento del nuovo Governo al Quirinale. Centinaia di persone tra carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili urbani garantiranno la sicurezza a Napolitano ed ai visitatori della Fiera. E per tutti i giorni della kermesse saranno un migliaio le forze dell’ordine coinvolte (servizi segreti italiani e israeliani compresi). Ciò che preoccupa di più è la manifestazione di protesta in programma sabato prossimo dove sono attese oltre cinquemila persone da tutta Italia. Il corteo partirà alle 15 da corso Marconi e si concluderà in piazza Fabio Filzi, a circa 200 metri dal Lingotto Fiere. Qui ci saranno i comizi di esponenti dell’associazione Free Palestina e del Forum Palestina, ma sarà anche data voce a palestinesi e israeliani dissenzienti che sfileranno nel corteo.