Napolitano: "Giustizia, il governo ascolti il Csm. Più cautela nell'uso del carcere"

Il Capo dello Stato interviene sul tema della riforma della giustizia e invita
il governo a non procedere in via d'urgenza. Il presidente chiede inoltre ai magistrati una "maggiore cautela nell'uso del carcere garantendo la pienezza dei diritti del cittadino"

Roma - Il Capo dello Stato interviene sulla riforma della Giustizia invitando il governo ad ascoltare le indicazioni del Csm e a non procedere, quindi, in via d'urgenza. Il presidente ha inoltre toccato il tema delle incompatibilità degli incarichi, invitando a un maggior rigore in materia. «I magistrati sappiano procedere a valutazioni rigorose degli elementi indiziari nel decidere l’apertura del procedimento e a maggior ragione l’adozione di misure cautelari». È l’invito che il presidente della Repubblica rivolge alle toghe al plenum del Csm. «Occorre che i magistrati esercitino accortamente la loro funzione, contribuendo a garantire la pienezza dei diritti del cittadino e quindi la credibilità della giustizia. In quest’ottica è importante che i magistrati si calino nella realtà del Paese, facendosi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività. A tal fine - ha concluso su questo tema il Capo dello Stato - vanno evitati atteggiamenti che appaiono non tener conto a sufficienza delle esigenze di sicurezza così generalmente avvertite».

Affrontare con tempestività la riforma Dal Capo dello Stato arriva l’invito «a tutte le istituzioni interessate» a «affrontare con tempestività» il «problema dei tempi legislativi», soprattutto sull’approvazione entro la scadenza del 31 luglio della riforma dell’ordinamento giudiziario. «Tutti - ha detto Napolitano - sappiamo quanto sia importante questa scadenza e quanto plausibili siano i dubbi che sono stati formulati sulla possibilità di rispettarla». «È necessario - ha aggiunto il Capo dello Stato - che questo problema sia affrontato con tempestività, anche allo scopo di evitare che ci si trovi all’ultimo momento nella condizione di richiedere il ricorso a provvedimenti d’urgenza che potrebbero risultare privi dei necessari presupposti costituzionali».

"Incompatibilità dei magistrati" «Mi auguro che l’indirizzo espresso nella circolare che rimodula le incompatibilità dei magistrati venga rigorosamente applicato. Una valutazione puntuale delle incompatibilità dei magistrati -sottolinea infatti Napolitano- non può che giovare all’immagine della giustizia imparziale».

Mancino: "Auspicabili convergenze in parlamento" Il Csm è grato al presidente della Repubblica, per i suoi «autorevoli e ripetuti inviti al dialogo», grazie ai quali è stato possibile arrivare a «convergenze tra opposti schieramenti parlamentari» sulle riforme. Convergenze che ci si augura possano condurre in porto «nelle prossime settimane» le modifiche alla riforma dell’ordinamento giudiziario. È il messaggio di cui si fa interprete il vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura, Nicola Mancino, aprendo i lavori del plenum di Palazzo dei Marescialli presieduto dal capo dello Stato.