Napolitano: «Giusto il ricorso del governo per Battisti»

Il caso Battisti e la mancata estradizione dopo la condanna all’ergastolo dell’ex terrorista per la partecipazione a quattro omicidi continuano a tenere tesi i rapporti fra Italia e Brasile. Ieri il presidente sudamericano Ignacio Lula da Silva (nella foto) ha risposto a una precedente lettera inviatagli dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri è uscito nuovamente allo scoperto sostenendo che l’Italia fa bene a valutare il ricorso ad ogni strumento giuridico utile per ottenere l’estradizione dell’ex terrorista. Il Quirinale ha fatto sapere che Napolitano «ha apprezzato l’intendimento del governo» in questo senso.
La lettera di Lula non è stata resa nota dall’ufficio di presidenza brasiliano che invece ha spiegato come eventuali frammenti possano essere comunicati a discrezione del Quirinale. Cosa che è prontamente avvenuta. Il Colle infatti ha spiegato che «il presidente sudamericano ha voluto esprimere la piena considerazione del suo Paese per la magistratura italiana e lo stato di diritto vigente in Italia rinnovando la fiducia nel carattere democratico, umanitario e legittimo del nostro ordinamento giuridico». Lula avrebbe fatto riferimento «alle basi giuridiche, interne e internazionali, della decisione presa dalle competenti autorità brasiliane per il caso Battisti nella sua specificità».
In conclusione il presidente Lula ha rimarcato i valori di reciproca e duratura amicizia che uniscono i due Paesi, riaffermando i legami storici e culturali e la volontà di rafforzare relazioni bilaterali tra Italia e Brasile. A questo punto la parola passa al governo che ha annunciato azioni internazionali per tentare di riportare nelle carceri italiane un uomo «condannato per più omicidi commessi negli anni dell’attacco terroristico alla democrazia italiana».