Napolitano: "I processi lunghi minano la fiducia"

Il capo dello Stato chiede uno "scatto" d’efficienza e "scelte coraggiose" che riducano "i costi di gestione" della
giustizia e che "semplifichino le procedure con il contributo
di tutti gli operatori e di ogni altra realtà interessata,
compresa quella imprenditoriale"

Roma - Occorre uno "scatto" d’efficienza e "scelte coraggiose" che riducano "i costi di gestione" della giustizia e che "semplifichino le procedure con il contributo di tutti gli operatori e di ogni altra realtà interessata, compresa quella imprenditoriale". In occasione del Primo Forum Internazionale per lo sviluppo della giustizia elettronica organizzato dall’Abi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede al parlamento uno scatto per dare "piena attuazione ai principi del giusto processo" e ridurre la durata dei procedimenti.

L'appello di Napolitano Il capo dello Stato esprime "l’auspicio che anche attraverso una ulteriore utilizzazione delle tecnologie informatiche si garantisca la piena attuazione dei principi del 'giusto processo'". Il Capo dello Stato rileva che l’incontro costituisce una "importante occasione per un confronto (anche a livello europeo) sullo stato della innovazione tecnologica in ambito giudiziario e sui progetti e le iniziative in grado di ampliarne e migliorarne la utilizzazione. Più volte ho ricordato che la eccessiva durata dei processi mina la fiducia dei cittadini nel 'servizio giustizia' e compromette anche la capacità competitiva del nostro paese sul piano economico. Il recupero di una piena funzionalità del sistema esige scelte coraggiose che ne riducano i costi di gestione e ne semplifichino le procedure con il contributo di tutti gli operatori e di ogni altra realtà interessata, compresa quella imprenditoriale".

L'impegno dell'Abi Napolitano esprime, infatti, "vivo apprezzamento per l’impegno che l’Abi pone a tal fine, contribuendo a realizzare progetti di informatizzazione della giustizia (tra i quali il processo civile telematico) la cui sperimentazione ha dato risultati ampiamente positivi che impongono di proseguire lungo la strada intrapresa. Le professionalità e le risorse messe a disposizione dall’ABI, la fattiva cooperazione con le strutture ministeriali, la consapevole disponibilità dell’avvocatura e della magistratura consentiranno, ne sono certo, quello 'scatto' di efficienza del sistema - conclude - che il paese attende da tempo".