Napolitano, l'appello per una sinistra affidabile "Sia un'alternativa o resti all'opposizione"

Il presidente della Repubblica prende spunto da un testo di Antonio Giolitti: "Sono passati 15 anni da quel libro e Antonio non c’è più ma o l’alternativa la si
immagina così o si resta all’opposizione". Poi aggiunge: "La socialdemocrazia europea fu sottovalutata, ma c'era Craxi"

Roma - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano prende spunto da un testo di Antonio Giolitti per auspicare che la sinistra odierna sia un’alternativa "credibile, affidabile e praticabile".

"Sinistra sia alternativa o resti all'opposizione" Napolitano lo ha detto a un incontro su Giolitti a cui hanno partecipato anche l'ex premier Giuliano Amato e il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari. Nel testo citato dal presidente "c’è un tema che è ancora di attualità e che dovrebbe leggere molte volte chi fa politica a sinistra oggi ed è, a quanto pare, all’opposizione". Giolitti sottolineava infatti che l’alternativa politica deve essere credibile ("bisogna essere capaci di esercitare l’azione di Governo"), affidabile ("bisogna togliersi di dosso il sospetto di volersi insediare al potere come un’alternativa senza alternativa") e praticabile ("bisogna rendere realistico e convincente il perseguimento degli obiettivi, gli ostacoli da superare e la gradualità da adottare"). "Sono passati 15 anni da quel libro e Antonio non c’è più - ha concluso Napolitano - ma o l’alternativa la si immagina così o si resta all’opposizione".

Per colpa di Craxi socialdemocrazia sottovalutata Napolitano ha poi ricordato l’epoca nella quale era funzionario del Partito comunista italiano ed esponente dell’ala migliorista. "In Italia c’è stata una drastica sottovalutazione e una non conoscenza dell’elaborazione socialdemocratica europea. C’era il Psdi ma le sue prove politiche furono, per usare un eufemismo, molto deludenti. Però non dimentichiamo che all’epoca la vera questione è che c’era il Psi diretto da Craxi. Potevamo fare tutti i discorsi che volevamo ma chiunque ci avrebbe detto: Ma c’è Craxi! This is a drama".

Il rapporto tra politica e cultura "Sono convinto che ci sia stato un più o meno graduale, e in alcune fasi alquanto brusco, grave impoverimento culturale dei partiti e un impoverimento della funzione formativa dei partiti stessi", ha detto inoltre Napolitano. Si è verificato, secondo il Capo dello Stato, un "divorzio tra politica e cultura", che è stato un "divorzio della politica dalla cultura, ma anche della cultura dalla politica". "Il rapporto, dunque, si è rotto da entrambi i lati", in un arco di tempo che si estende "non so agli ultimi dieci o venti anni", ha sottolineato Napolitano