Napolitano: «L'Italia è un Paese per nonni»

Medaglia d'oro al valore civile per la donna di Trezzano sul Naviglio che si gettò sotto un tir per salvare il nipotino sul passeggino. Il capo dello Stato: «Sono gli anziani ad aiutare le famiglie a sopportare la crisi economica».

Questo è un Paese per nonni. Infatti sono i nostri vecchi la spina dorsale dell'Italia, il «sicuro riferimento», come sostiene Giorgio Napolitano, «per le famiglie colpire dalla crisi». Oggi è la loro festa e il capo dello Stato l'ha voluta celebrare assegnando una medaglia d'oro al valore civile a una donna coraggiosa che non ha esitato a sacrificare la propria vita per salvare il nipotino che rischiava di essere ucciso da un tir impazzito.
Conferendole il massimo riconiscimento della Repubblica, il presidente ha voluto ricordare Assunta Caristo, morta a 58 anni il 15 marzo scorso. La nonna fece intenzionalmente scudo con il proprio corpo per salvare il nipotino di quattro anni da un grosso camion che piombò loro addosso come fosse impazzito. La tragedia alle 10.30 di mattina a Trezzano sul Naviglio: la casalinga stava attraversando sulle strisce pedonali con il bimbo nel passeggino mentre arrivava un mezzo pesante, guidato da un romeno, che non si era fermato. Con la forza della disperazione e comunque con una certa prontezza la donna riuscì a spingere via il bambino, ma non ce la fece ad evitare l'impatto.
Ma quello della signora Caristo è solo un esempio tra tanti. «I nonni italiani - scrive Napolitano nel suo messaggio - danno quotidianamente prova di grande generosità. Tutti noi dobbiamo essere riconoscenti. Con la loro costante disponibilità ad aiutare, ascoltare e comprendere, costituiscono sicuri punti di riferimento per la vita delle famiglie chiamate ad affrontare, in un contesto sociale di crescenti difficoltà, anche le gravi conseguenze della attuale congiuntura economica».
E non c'è soltato l'appoggio economico. «I nonni - prosegue il capo dello Stato - sono infatti in grado di assicurare un insostituibile apporto per la formazione di una consapevolezza condivisa, offrendo ai giovani la testimonianza di generazioni più anziane che sono state protagoniste della crescita civile e democratica del nostro paese. Desidero quindi rinnovare a nome di tutte le istituzioni e dell'intera comunità nazionale sentimenti di rispetto e di gratitudine a tutti coloro che stanno vivendo questa particolare stagione della vita, spesso esposta anche a condizioni di disagio, offrendo ai più giovani il grande patrimonio di esperienze, valori e ideali acquisito nel corso della vita».