Napolitano: "L'Italia è più coesa dei suoi politici" Schifani: "Basta violenza, confronto su riforme"

Il capo dello Stato denuncia i continui conflitti che stanno esasperando la politica: "Legislatura difficile". Ma ammette: "La società
italiana si mostra ancora una volta più forte e coesa
dell’immagine che ne dà la politica". Schifano: "Ora confrontiamoci sulle riforme"

Roma - "Il mondo dello sport, ma anche altri mondi che amo citare come quello della ricerca e del volontariato, testimoniano la ricchezza e i valori della società italiana che si mostra ancora una volta più forte e coesa dell’immagine che ne dà la politica, così segnata da esasperato conflitto". Nel suo discorso alla premiazione degli atleti italiani che hanno vinto il campionato del mondo 2009 nelle discipline olimpiche,  il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha denunciato lo status della politica "esasperata" dai continui conflitti.

Il monito di Napolitano Il presidente della Repubblica ha sottolineato come gli atleti siano "una grande fonte di freschezza nazionale: li si guarda e si legge un futuro migliore per l’Italia". Ma il capo dello Stato ha elogiato anche il mondo della ricerca: "I giovani dedicati alla ricerca sono tra i più motivati che conosco, molto più di quanto si possa pensare se si leggono le loro buste paga: si accontentano di poco ma ci mettono grande passione". E poi, il volontariato: "C’è uno slancio di solidarietà straordinario, gente che lavora insieme, molto unita e convinta, al di là di come la possa pensare politicamente".

Il finanziamento dello sport Qualche buona notizia arriva però anche dalla stessa politica, in particolare per la condivisione fra tutte le forze politiche della necessità di tornare al finanziamento automatico dello sport: "L’accordo su questo tema tra tutte le forze politiche, non facile nelle condizioni attuali, è un accordo che conforta ed è augurabile si traduca sollecitamente in progetti normativi e amministrativi", visto che a giudizio di Napolitano il ripristino del finanziamento automatico dello sport "è condizione imprescindibile per investimenti di lungo periodo e per l’autonomia dello sport sancita dalla Carta olimpica". E Napolitano si è detto anche "particolarmente lieto che pur in una legislatura difficile come questa i gruppi parlamentari con l’appoggio del governo abbiano saputo trovare l’intesa per una nuova legislazione in grado di facilitare la costruzione e l’ammodernamento di stadi e impianti sportivi".

La consegna delle medaglie Consegnando le medaglie alle atlete e agli atleti presenti al Quirinale, Napolitano ha infine sottolineato "lo straordinario fattore di integrazione sociale" rappresentato dallo sport e ha osservato col sorriso come al Quirinale ci sia "una splendida onda rosa: non me ne vogliano gli uomini, ma le donne sono in maggioranza".

Schifani: "Mai più nemici"
Il presidente del Senato Renato Schifani ha ribadito, prendendo la parola in Aula poco prima dell’intervento del ministro dell’Interno Roberto Maroni, la sua più ferma condanna di ogni forma di violenza. Schifani ha fatto proprie le parole del presidente della Repubblica confermando "la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio", ma anche "il più netto, rinnovato appello perchè ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza". "Gli avversari politici siano tali, in un confronto magari anche aspro e duro, ma non divengano mai nemici da abbattere - ha aggiunto - e distruggere con la violenza". "Ho già avuto modo - ha ricordato Schifani - di esprimere personalmente al presidente Berlusconi, unendomi a quanto detto dal Capo dello Stato, la mia sincera solidarietà. Ma sono certo di interpretare l’animo di tutto il Senato nel rivolgere un appello accorato a tutte le forze politiche e sociali affinchè, concordemente, si interrompa questa spirale di violenta aggressività verbale nei riguardi degli avversari che, come la storia drammaticamente insegna, può con facilità trasformarsi in aggressività e violenza fisica". Schifani ha poi sottolineato come l’Italia abbia già conosciuto "stagioni di odio che tanto dolore hanno portato ai nostri concittadini e tante divisioni laceranti tra le forze politiche e nel corpo sociale".

"Ora confrontiamoci sulle riforme"
"Facciamo tutti uno sforzo concorde per evitare che, nuovamente, i fantasmi della violenza civile - con incoscienza da qualcuno evocati - tornino ad aggirarsi nella vita quotidiana del nostro Paese. E l’unica via - ha aggiunto il presidente del Senato - per spezzare questo rincorrersi ed accelerarsi di incomunicabilità, di accuse, di violenze verbali (ed ormai non solo verbali) è quello di fermarsi, discutere e confrontarsi su quel terreno delle riforme del sistema politico ed istituzionale che poche settimane fa hanno visto maggioranza e opposizione parlare finalmente, qui in Senato, un linguaggio comune".