Napolitano: "La manovra è abnorme, senza riforme il Paese è a rischio"

Il Capo dello Stato bacchetta il governo: "Manovra accresciuta senza misura nel corso del dibattito parlamentare. Senza riforme Paese a rischio". Oggi i tre voti di fiducia al Senato

Roma - Bacchettate al governo. Inviti alle riforme. Il messaggio di auguri del Capo dello Stato sa di bocciatura. O quanto meno di "rinvio a settembre". "L’approvazione della legge Finanziaria è stata affidata a congegni di abnorme accorpamento, con conseguenti voti di fiducia, di norme accresciutesi senza misura nel corso del dibattito parlamentare". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso alla cerimonia di auguri al Quirinale.

Legge elettorale "Un nuovo nulla di fatto" sulla riforma della legge elettorale avrebbe "gravi conseguenze". Ha continuato Napolitano esortando a una "maggiore determinazione nel procedere ai necessari cambiamenti" che consentano "più sicure e rapide procedure di decisione e di governo". Ricordando che l’avvio del confronto sulle riforme istituzionali ed elettorali dei partiti Napolitano ha quindi auspicato "nell’interesse generale che il dialogo prosegua con il contributo di tutte le forze politiche e conduca rapidamente a risultati concreti. I temi e gli obiettivi sia di modifiche nella seconda parte della Costituzione, sia di nuovi meccanismi per l’elezione del parlamento, sia di revisione da affrontare nella stessa ottica in campo legislativo e regolamentare, sono stati identificati e delimitati; non spetta a me suggerire soluzioni, ma solo insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto sull’urgenza di giungere a scelte largamente condivise. In questo senso il mio impegno non verrà meno".

Governabilità "Garantire la governabilità" attraverso un’adeguata riforma elettorale "è decisivo per l’intero sistema Paese". Ha proseguito il presidente della Repubblica. Napolitano ha invitato le forze politiche a raccogliere le richieste dell’opinione pubblica in favore delle riforme, "superando sul piano politico paralizzanti sospetti reciproci e giochi di interdizione. Garantire, qualunque sia lo schieramento vincente, la governabilità, la continuità di fondamentali politiche pubbliche, il moderno presidio di insostituibili strutture dello Stato, è decisivo anche per consolidare e trasmettere all’intero sistema Paese quegli impulsi di dinamismo e capacità di innovazione che vengono da così numerosi centri di eccellenza operanti in ogni parte d’Italia nella struttura economica e nella società civile".