Napolitano: "Missione in Afghanistan legittima"

Napolitano nella giornata delle Forze armate parla dell'impegno italiano a Kabul: "La missione è legittima e rispetta i principi costituzionali. Le perdite di giovani vite ci inducono non a desistere ma a persistere". Ma avverte: "Necessario un aggiornamento delle strategie militari"

Roma - Difende le missioni militari il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha sottolineato la piena "legittimità" dell’impegno italiano in Afghanistan, ma ha anche invitato a proseguire "nell’aggiornamento delle strategie" militari. "Le nostre forze armate sono in Afghanistan insieme a quelle di altri 47 Stati sovrani" ha ricordato il capo dello Stato nel suo discorso in occasione della consegna delle decorazioni dell’ordine militare d’Italia. "L’evidenza di questa concertazione e il supporto delle autorità afgane democraticamente elette, insieme alla fondamentale rilevanza degli obiettivi perseguiti, sono le prove inconfutabili della legittimità e della valenza del nostro impegno" ha sottolineato Napolitano.

Costituzione rispettata "L’intervento italiano si realizza nel pieno rispetto dei principi e delle circostanze stabiliti dall’articolo 11 della nostra Costituzione - ha assicurato - e le dolorosissime perdite di giovani vite che abbiamo dovuto sopportare ora ci inducono non a desistere ma a persistere nel nostro impegno". Tuttavia, ha spiegato ancora Napolitano, "la dura realtà delle aree di crisi" e la necessità di arrivare alla stabilizzazione dell’Afghanistan "ci impongono di continuare a procedere nell’aggiornamento delle strategie, delle strutture e delle capacità operative delle forze di sicurezza che le incognite e i mutamenti del contesto internazionale obiettivamente richiedono".

Missione di pace "Siamo in Afghanistan non per recare offesa alla libertà di un altro popolo, né per risolvere con la guerra una controversia, ma per rispondere all’appello di quelle organizzazioni internazionali impegnate ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni cui la Costituzione fa esplicito riferimento" ha tenuto a sottolineare il presidente Napolitano. Ora dunque si va verso una nuova strategia comune. Lo farà l’Alleanza atlantica, ha ricordato il capo dello Stato, che "si accinge a recepire compiutamente nell’ambito della propria normativa interna l’estensione oltre i confini territoriali dei paesi membri - come di fatto già accade in Afghanistan - del principio della difesa collettiva, conferendo a quest’ultima, attraverso nuove forme di partenariato allargato, una dimensione moderna, inclusiva e cooperativa, e superando anche nei modi e nei mezzi impiegati i fondamenti del confronto militare tradizionale". Stessa via ha imboccato anche l’Ue, ha ricordato Napolitano. L’Unione europea "con il trattato di Lisbona si appresta, così vivamente auspichiamo, a rilanciare su basi nuove e più efficaci la propria politica di sicurezza e difesa, con l’avvio della cooperazione struttura permanente e del nuovo servizio per l’azione esterna, ovvero della sua rete diplomatica".