Napolitano: "A Napoli i rifiuti tossici del Nord"

L'affondo del presidente della Repubblica in Campania: "Gravi responsabilità della camorra. Ma ora la gente deve collaborare per risolvere il problema"

Roma - Certo, è colpa della camorra. «La criminalità organizzata - dice Giorgio Napolitano - è responsabile di molti traffici, compreso quello dei rifiuti tossici. Magistratura e forze dell’ordine si stanno dando da fare». Ma è colpa anche del nord. «L’opinione pubblica delle regioni settentrionali sia consapevole che questi rifiuti insalubri in gran parte sono giunti proprio da lì». Insomma, insiste il capo dello Stato, nessuno può chiamarsi fuori. Anzi ognuno deve fare la sua parte «e io mi spenderò personalmente presso il governo e il Csm perché vengano attuati i necessari interventi per risolvere questa incredibile situazione».

La solita marmellata di rifiuti nelle strade della periferia orientale. E le solite proteste a Chiaiano, dove si preparano a una nuova battaglia contro le discariche. Il centro invece è pulito ma questo non basta a nascondere, spiega Napolitano, «un’urgenza non più rinviabile» perché «ad essere minacciata non è la salute di un quartiere ma quella di milioni di cittadini». E allora, «non si può più tergiversare, misure urgenti non sono più rinviabili per superare la crisi». Basta localismi e interessi di parte, basta proteste blocchi stradali. Ai cittadini di Napoli e della Campania il presidente chiede «comprensione e disponibilità». Sì, è vero, ci sono stati «errori e ritardi», Però adesso «l’emergenza va affrontata con gli opportuni chiarimenti ma senza smarrire mai il senso dell’urgenza e della legalità». Insomma, come ha detto anche l’altro giorno, basta con «il ribellismo contro le legittime decisioni dello Stato democratico».

I cittadini campani evitino quindi qualunque forma di violenza. Quelli nel nord invece devono offrire solidarietà, anche perché la storia dell’immondizia, «come risulta da atti parlamentari», è piuttosto tortuosa. «È accertato - afferma il capo dello Stato - che ci sono stati traffici per sistematici trasferimenti altamente pericolosi dalle industrie del nord nel territorio campano con un’attiva di cogestione da parte della camorra. È una questione che dovrebbe far riflettere le popolazioni del settentrione e anche la politica».

Ora il tempo sta scadendo, non possiamo incartarci in una guerra tra poveri e disperati. «Non si tratta più di salvaguardare la salute di questo o quel quartiere, ma di milioni di persone, E lo si fa estirpando la criminalità, eliminando la piaga dei traffici camorristici, ripulendo le strade, creando le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento della spazzatura». Immondizia e clan sono dunque due facce della stessa medaglia. «Servono senso civico e senso della legalità».

Un ruolo chiave ce l’hanno ovviamente i giudici. Napolitano non entra nella polemica sull’arresto della vice di Bertolaso, iniziativa che probabilmente non ha molto gradito anche per motivi di tempismo. Comunque si dichiara «sicuro» che la magistratura «farà la sua parte dando il suo contributo alla definizione di misure urgenti e alla loro attuazione». Quanto a Napoli e a come è stata guidata, luci e ombre: «I fatti positivi, le eccellenze, ci sono, però non possiamo sottovalutare la gravità dei problemi che attanagliano la città».