Napolitano: "Parlamento in difficoltà" Al Senato idea bipartisan per le riforme

Il presidente della Repubblica da Smirne: "E' chiaro che oggi ci sono grosse difficoltà. Soprattutto per il funzionamento delle assemblee e per
rendere il lavoro più efficace e spedito, ma con la massima attenzione
per tutti i diritti e le proposte della minoranza". Ma sulle riforme "qualcosa si muove"

Smirne - Picconate di Napolitano sulla maggioranza. "È chiaro che oggi ci sono in parlamento grosse difficoltà" ha detto il presidente della Repubblica rispondendo ad alcune domande dei giornalisti prima di ripartire per il Quirinale. Lo ha detto riaffermando la centralità del parlamento e premettendo che una valutazione sul lavoro parlamentare spetta a osservatori, commentatori "e anche al presidente della Repubblica, con le cautele dovute. Io rispetto - ha precisato Napolitano - l’autonomia del parlamento, le difficoltà che incontrano i presidenti delle assemblee parlamentari per farle funzionare e per rendere il lavoro più efficace e spedito, ma con la massima attenzione per tutti i diritti della minoranza e per tutte le proposte delle opposizioni. È chiaro che oggi ci sono grosse difficoltà in questo senso". Le difficoltà, ha aggiunto Napolitano, riguardano anche "l’operosità, la densità e la bontà dei prodotti legislativi. Mi riservo di intervenire ancora su questo tema" ha concluso.

Spazio per le riforme Sulle riforme "non so se ci siano novità, mi sembra che qualcosa si muova" ha detto Napolitano, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli hanno chiesto di fare un bilancio di metà settennato, un traguardo toccato proprio in questi giorni. "La democrazia dell’alternanza - ha detto - resta la mia linea guida".

"Il governo? Nessuna ossessione" Prima di lasciare la Turchia Napolitano ha rimproverato i giornalisti di aver raccontato i suoi stati d’animo, l’altro ieri, dopo le dichiarazioni del presidente del Senato, Renato Schifani, a proposito di un rischio di elezioni anticipate. "Alcuni di voi - ha detto - hanno scandagliato i miei stati d’animo con strumenti misteriosi. Mi hanno definito sorpreso, stupito, irritato e non ricordo cos’altro. Qualcun altro ha immaginato che io fossi ossessionato dai flash di agenzia che arrivavano da Roma. Qualcuno ha immaginato colloqui notturni con qualcuno di noi. Non so se la vittima predestinata fosse il segretario generale del Quirinale. A me pare - ha aggiunto guardando Donato Marra, accanto a lui - che invece abbia dormito sonni tranquilli". Ma al di là di tutto ciò, hanno insistito i giornalisti, può dirci qual è stato veramente il suo commento a quelle dichiarazioni? "Ripeto ciò che ho detto altre volte: quando sono in missione di Stato fuori Italia - ha risposto Napolitano - non faccio da lontano commenti sulla politica italiana. Tornerò in Italia, ascolterò, può darsi che vedrò il presidente del Senato e successivamente sarò a vostra disposizione".