Napolitano pretende giustizia per le operaie morte

Carmine Spadafora

da Napoli

«Auspico indagini approfondite e severe sul piano non solo giudiziario ma amministrativo, per quel che riguarda i titolari di responsabilità pubbliche in materia di rispetto delle norme di legge relative alla regolarità dei contratti di lavoro e alla osservanza delle misure di sicurezza». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sulla tragica fine di Giovanna Curcio, appena 15 anni, e Annamaria Mercadante, le due operaie morte mercoledì scorso nel rogo di una fabbrica di materassi, a Montesano sulla Marcellana, nel Salernitano.
Attraverso una nota diffusa dal Quirinale, Napolitano ha poi sollecitato il «più rigoroso accertamento delle violazioni» e «una ferma azione anche nei confronti degli organismi preposti a compiti di vigilanza che non avessero assolto ai loro doveri».
E dai carabinieri di Sala Consilina si apprende che la fabbrica non era in regola con le autorizzazioni previste dalla legge mentre le operaie non avevano neppure uno straccio di contratto. Dal Catasto è emerso che quel monolocale, situato nel sottoscala di un edificio di quattro piani, era destinato a ospitare un laboratorio artigianale e non una fabbrichetta di materassi. Se l'indiscrezione sarà confermata, si aggraverà la posizione del responsabile della ditta «Bimal.tex». Sul tavolo degli inquirenti c'è una corposa relazione sul materiale utilizzato per l'imbottitura dei materassi. Ne sono autori i carabinieri specializzati del Racis di Salerno. E, proprio da tale materiale, bruciando, si è sprigionato l'acido cianidrico, risultato fatale per le due vittime. La conferma è arrivata dall'autopsia effettuata sul corpo delle due vittime. A carico degli eventuali responsabili del rogo resta comunque in piedi, quale ipotesi di reato, quella di omicidio colposo plurimo e di incendio colposo. Per il momento, comunque, non ci sono indagati.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Giovanna Curcio e Annamaria Mercadante, si erano precipitate in un bagnetto di pochi metri quadrati, per prendere dei secchi d'acqua con i quali tentare di spegnere le fiamme. Ma, appena rientrate nel monolocale, si sono trovate dinanzi una muraglia invalicabile di fiamme.
Oggi è il giorno del dolore per le due comunità di Casalbuono e Padula che daranno l'ultimo saluto, in una giornata di lutto cittadino, alle due vittime. A Padula, per due ore, dalle 11 alle 13, gli esercizi commerciali abbasseranno le saracinesche in segno di rispetto. Sulla bara della quindicenne Giovanna Curcio, gli amici di Casalbuono, in occasione dei funerali, collocheranno una fotografia che ritrae la ragazza con una rosa fra le mani. Sulla foto è stata scritta questa frase: «Ci sono persone nate per sognare e persone nate per essere un sogno».