Napolitano rievoca il governo di tregua di Pella: "Fu un'esperienza importante che segnò l'Italia"

Il presidente della Repubblica ricorda la figura di Giuseppe Pella e l’incarico di formare il governo che gli fu affidato
dal suo predecessore in qualità di presidente della Repubblica Luigi Einaudi e dice: "C’era bisogno di un governo di tregua e quella fu un’esperienza importante e
utile". Poi richiama all'unità e alla coesione

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel primo discorso ufficiale della sua tre giorni di visita tra il Piemonte e la Val D’Aosta ha ricordato la figura di Giuseppe Pella e l’incarico di formare il governo che gli fu affidato dal suo predecessore in qualità di presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

"Allora c’era bisogno di un governo di tregua e quella fu un’esperienza importante e utile che segnò anche il futuro dell’Italia repubblicana", ha dichiarato al Teatro Sociale di Biella il presidente della Repubblica. "Ho fatto giusto in tempo nel '53 a conoscere, da giovane deputato, l'importante personalità di Giuseppe Pella e a capire l'esperienza del suo governo: l'incarico gli fu dato da Einaudi. C'era bisogno di un governo di tregua, fu un tentativo importante e positivo. Non durò molto ma fu utile", ha spiegato il Capo dello Stato, davanti a una platea di autorità politiche, militari e religiose e a imprenditori.

Napolitano ha poi affrontato altri temi, a partire dal rafforzamento dell'unità nazionale e al federalismo da realizzare "ma sempre nel quadro della nostra Costituzione". Il capo dello Stato ha poi detto che per uscire dalla crisi l'Italia può "operare con successo solo dentro l'Europa unità. Un'Europa in cui deve rimanere il nostro impegno come paese fondatore della Comunità europea". Il nostro paese, ha ribadito, deve credere "nelle prospettive dell'integrazione europea anche accettandone i vincoli di disciplina e di convergenza". "L'Europa - ha aggiunto Napolitano - deve essere solidale ma è giusto anche che ci dia le regole indispensabili per gareggiare in un modo cosi cambiato".

Poi ha lanciato un monito all'intera classe politica ricordando che "L’Italia ha bisogno di tutto, tranne che di essere divisa da pregiudizi che non ci portano da nessuna parte. L’Italia ha bisogno di coesione e rinnovamento etico. So che ci sono molte forze che operano per questo come la Chiesa cattolica, le organizzazioni del mondo cattolico. Voglio rendere omaggio a questo contributo che viene soprattutto dal Papa per la causa dell'unità d'Italia".