Napolitano scherza col petto di Materazzi dice brava alla Ferrari e sorride su Chirac

da Roma

Il Quirinale ha aperto le porte del bellissimo Salone dei Corazzieri non solo ai 23 azzurri iridati del calcio, ma anche a quelli di altre dieci discipline sportive. E tutti, oltre alla medaglia commemorativa della Presidenza della Repubblica, avranno un’onorificenza. Compresa la piccola ginnasta Vanessa Ferrari, da ieri il più giovane cavaliere d’Italia.
Perché come ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «i campioni dello sport sono come gli uomini politici, gli ambasciatori e i militari: tutti contribuiscono a dare prestigio e a rendere più forte e visibile la presenza dell’Italia nel mondo». E durante la festa sul Colle, il Capo dello Stato ha prima sfogliato il suo libro personale di passioni sportive («da ragazzo praticavo il nuoto, calcio niente, tanto che non ho una squadra del cuore come il mio predecessore Ciampi, tifo Italia»), poi ha riaperto quello dei ricordi mondiali. Subito un buffetto sul petto di Materazzi, dove la sera del 9 luglio arrivò quella testata di Zidane della quale nemmeno il diretto interessato gli ha mai chiesto scusa. Scuse che invece sono arrivate da Blatter, «gradito ospite» al Quirinale. «È lui che doveva farla con noi, non noi con lui...», la stoccata di Napolitano al capo del calcio mondiale.
Della notte di Berlino («da crepacuore, con una vittoria che con le sue luci ha scacciato le ombre che erano calate sul nostro mondo del calcio») Napolitano ricorda soprattutto quel «felicitation» di Chirac che «di certo avrebbe preferito non dovermi esprimere. Poi lui andò a consolare la sua nazionale, io a festeggiare e bere nello spogliatoio...».
Ma a tutte le vittorie di tanti campioni (una quarantina in tutto con qualche assente giustificato, dallo schermidore Sanzo alle tenniste), Napolitano ha riconosciuto un dono raro: «Non c’è distinzione di parte, non c’è polemica tra i governi che possano impedire agli italiani di ritrovarsi uniti in questi sentimenti e nel riconoscimento che vi è attribuito». Una stretta di mano a tutti, dalla velista Sensini a «Grillo» Bettini. Alla giovanissima Ferrari ha rivolto un «brava», ha applaudito a lungo Lippi coinvolgendo nella lunga ovazione tutta la sala e ha assegnato al presidente del Coni Petrucci il ruolo di «capitano ideale di questa squadra azzurra». Sottolineando l’importanza del Comitato Olimpico italiano che sta «perseguendo un incisivo disegno di autoriforma». Nel suo discorso, Napolitano ha lanciato anche l’invito a raccogliere la proposta del ministro Melandri di inserire il valore dello sport nella Costituzione, e a discutere «nuovi meccanismi pubblici o privati di finanziamento automatico dello sport».
E mentre Magnini, iridato del nuoto, ha stretto amicizia con Buffon («non ho sfigurato con gli azzurri del pallone»), il Capo dello Stato si ferma a brindare con Lippi e incontra tra la folla di sportivi, dirigenti e cameramen il ct del ciclismo Ballerini. E tra i calciatori, un feeling particolare è con capitan Cannavaro. «L’ho sentito altre volte dopo Berlino - ha raccontato - lui a Napoli è una celebrità ed è impegnato nella solidarietà. Tempo fa gli chiesi se aveva visitato il nuovo lungomare di Bagnoli. Mi rispose: “Presidente, se ci vado mi assalta la gente...”».