Napolitano: "Serve un'Italia stabile" E Bossi: "Berlusconi e Fini si parlino"

Il presidente della Repubblica: "Il Paese sta soffrendo gravi fibrillazioni politiche e istituzionali, ma guardiamo con fiducia al futuro". Berlusconi a Pionati: sono convinto che non si voterà. Il ministro delle riforme sui finiani che hanno incarichi nell'esecutivo: "Possono restare, appoggeranno il governo". Il Cavaliere glissa

Roma - "Gravi fibrillazioni", il presidente della Repubblica commenta la situazione politica e apre uno sprazzo alla fiducia.  Sono "gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali" quelle che "il Paese sta soffrendo". Lo ha detto il Presidente della Repubblica nel suo discorso tenuto al Quirinale in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro. Malgrado tali incertezze, tuttavia, il Capo dello Stato ha esortato alla fiducia nel futuro: "Ci conforta e ci dà fiducia il fatto che fondazioni e associazioni", come Airc e Firc, "studiosi, ricercatori e in special modo giovani ricercatori, operatori della sanità ad ogni livello e anche in divisa di ministro" portino avanti "con fermezza e con continuità la loro missione". È proprio questa missione «e l’operosità che guidano in molti campi, quotidianamente, un gran numero di italiani, persone e soggetti collettivi, ad essere una garanzia di vitalità e di coesione della nostra nazione". Tutto questo, conclude Napolitano, "ci induce anche in questi momenti difficili a guardare con fiducia al futuro".

"Serve un'Italia stabile" Ancora un appello alla stabilità e alla responsabilità. Questa volta l'inquilino del Quirinale affida le sue parole a Tv7, il settimanale di informazione della prima rete Rai. "Ci vuole un’Italia che funzioni come sistema paese e ci vuole molto il senso della responsabilità comune. Questo poi è il mio dovere principale, e lo faccio dovunque vado: dobbiamo esprimere dinanzi al mondo un’immagine unitaria dell’Italia. L’Italia come nazione, l’Italia come Stato, deve presentare una sua fisionomia che non dia adito a dubbi sulla sua tenuta e sulla sua stabilità".

L'appello di Bossi "Possono restare", ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, secondo il quale i finiani che hanno incarichi nell’esecutivo non devono lasciare le loro poltrone. "Deciderà Fini. Io decido per la Lega nord e Fini decide per i suoi". Poi Bossi conferma quanto detto ieri in merito all’ipotesi che i finiani diano un sostegno esterno all’esecutivo. "I finiani appoggeranno il governo e - ribadisce - deciderà Fini". Poi il Senatùr dà un consiglio al premier sulla convocazione al Copasir: "Berlusconi non deve andare al Copasir. Farebbe solo un favore a D’Alema che vuole farsi pubblicità".

Berlusconi su Fli: "Dell'umidità parliamo un'altra volta" "Dell’umidità parliamo un’altra volta". Silvio Berlusconi, sorridendo, ha risposto così nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi a una domanda sull’offerta di un patto di legislatura lanciata ieri dal premier ai finiani. Un riferimento, quello del presidente del Consiglio, a una storiella raccontata più volte in pubblico. L’ultima in occasione di una conferenza stampa con conferenza stampa tenuta insieme al premier israeliano Benyamin Netanyahu. "C’è un tale - raccontò il Cavaliere - che si lamenta con il padrone di casa per la presenza di topi nell’abitazione. I due si danno appuntamento alle nove di sera, quando non c’è la luce. Si cominciano ad udire dei rumori: il padrone di casa si china ed anzichè un topo trova una trota. A quel punto l’inquilino dice: stasera parliamo dei topi, dell’umidità ne parliamo un’altra volta". Un modo dunque, quello di far riferimento all’umidità, per glissare sulle domande. Come per dire: c’è un tempo per ogni problema.

"Nessuno meglio di me" "Non conosco nessuno che sia all’altezza della situazione più del signor Silvio Berlusconi... Anche come capacità di resistere alle tante accuse che da troppo tempo mi vengono rivolte, anche dalla sua trasmissione". Così Berlusconi replica ad un cronista di Ballarò che nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi gli chiede se fosse pronto a scommettere su se stesso in questo momento.

Berlusconi a Pionati: non andremo al voto È un Silvio Berlusconi "determinato" quello che Francesco Pionati descrive ai giornalisti dopo un colloquio a palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio. È sempre il leader Adc a spiegare di aver trovato un Berlusconi "convinto che non si andrà a elezioni anticipate".