Napolitano una settimana in Cina: in agenda economia e diritti umani

Visita di Stato a Pechino, Shangai, Macao e Hong Kong: l'Italia vuole fare da «ponte per dialogo» con l'Occidente ma è preoccupata per il caso del dissidente Liu Xiaobo, nuovo premio Nobel per la pace

La Cina non è poi così vicina. Ci sono infatti voluti sei anni perchè, dopo Carlo Azeglio Ciampi, un altro presidente della Repubblica volasse in Cina in visita di Stato. Stavolta toccherà a Giorgio Napolitano, che partirà sabato, sarà accompagnato dal ministro degli Esteri Franco Frattini e ci resterà una settimana, dal 24 al 30 ottobre. In agenda economia, economia, economia, più un pizzico di cultura e l'expo. Ma, tra il Tibet e il Nobel a Liu Xiaobo, ci sarà spazio anche per il più spinoso dei temi, i diritti umani.
Per Napolitano comunque il Celeste Impero non sarà una novità. Il capo dello Stato era già stato nella Repubblica popolare nel lontano 1984, ma all'epoca come dirigente del Pci. Stavolta ci torna da presidente.
Quattro le tappe della missione: Pechino, Shanghai, Macao e Hong Kong. La visita avviene, come informa il gergo diplomatico «in restituzione» di quella fatta lo scorso anno dal Hu Jintao alla vigilia del vertice dell'Aquila. I dettagli del viaggio sono stati illustrati al Quirinale dal neo consigliere diplomatico, l'ambasciatore Stefano Stefanini che ha preso il posto di Rocco Cangelosi. Stefanini, che è stato rappresentante permanente dell'Italia presso la Nato, ha spiegato che si vuole innanzitutto «riconoscere l'importanza della Cina nel mondo» e proprio l'Italia «sta svolgendo un ruolo propulsivo per lo sviluppo del dialogo tra Europa e Cina».
In sei anni il gigante asiatico ha compiuto un progresso economico e sociale notevole, probabilmente senza precedenti, assumendo un ruolo di autentica locomotiva delle potenze emergentì e cominciando ad aprirsi, sia pur lentamente e ancora troppo timidamente per il metro di misura occidentale, anche sul fronte più strettamente politico del riconoscimento dei diritti civili e umani. Diritti ora tornati prepotentemente al centro dell'attenzione con il Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo.
Nonostante la lunga fase di crisi economica e finanziaria internazionale che non ha risparmiato neanche Pechino, la Cina ha registrato nel primo semestre di quest'anno un tasso di crescita del pil pari all'11,1% rispetto al corrispondente periodo del 2009. Anche la produzione industriale è aumentata a doppia cifra, toccando quota 13,2% e negli ultimi mesi sono cresciuti anche i profitti delle imprese, specie nei settori petrolchimico, edilizio e automobilistico. Peraltro, resta ancora elevata la forbice di reddito fra le aree urbane e quelle rurali, fenomeno comune un po' a tutti i Paesi ma particolarmente accentuato in Cina, possibile fonte di tensioni sociali: si va così dai 1.215 euro di reddito medio della città più ricca, Shanghai ai 244 euro della provincia più povera, quella del Guizhou.
Il commercio con l'estero è attualmente investito dalla querelle, sostenuta soprattutto dagli Usa, relativa alla richiesta di rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro e all'euro che si vorrebbero più favorevoli ad americani ed europei per sosterne le esportazioni e specularmente porre un argine alle importazioni del made in China.
L'arrivo di Napolitano precede di pochi giorni quel 6 novembre che segnerà i 40 anni dallo stabilimento di relazioni diplomatiche fra Roma e Pechino, ricorrenza festeggiata anche lo scorso 7 ottobre dall'apertura dell'«Anno della Cina in Italia», con la visita del premier cinese Wen Jiabao. Il presidente visiterà la Città Proibita, presenzierà al ricevimento offerto presso l'ambasciata d'Italia e interverrà nell'aula magna della scuola centrale del Partito Comunista cinese. Il 26 il faccia a faccia con il suo omologo Hu Jintao, nella sede dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Giovedì 28 il si trasferimento a Shanghai, città che ospita l'Expò 2010 e dunque in ideale staffetta con Milano. Qui vedrà anche i vertici dell'Associazione 'Marco Polò. Venerdì puntata a Macao per la visita alla mostra dedicata al padre gesuita italiano Matteo Ricci. Quindi, ultima tappa a Hong Kong, per l'incontro con la folta comunità italiana e la conferenza per il bilancio finale della sua visita.