Napolitano: subito le nomine per Rai e Consulta

Il presidente della Repubblica è preoccupato per lo stallo sull'elezione del giudice della Corte costituzionale e del presidente della commissione di Vigilanza Rai: "Sono obblighi costituzionali, il parlamento non può sottrarsi oltre. Si tratta di importanti istituti di garanzia"

Roma - L’elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai e quella del giudice della Corte costituzionale (che prenda il posto, vacante da oltre un anno, del dimissionario Romano Vaccarella) sono "obblighi a cui il parlamento non può ulteriormente sottrarsi, in quanto toccano la funzionalità di importanti istituti di garanzia". Dopo l'intervento del presidente della Camera Gianfranco Fini arriva quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine di un "cordiale colloquio telefonico con Pannella". "A lui, di cui ben conosco il disinteressato rigore nell’esigere il rispetto di adempimenti costituzionali, ho fatto presente la preoccupazione e l’impegno con cui da tempo seguo queste vicende. Lo sanno bene i presidenti del Senato e della Camera".

Il parlamento non si sottragga "Si tratta di obblighi a cui il Parlamento non può ulteriormente sottrarsi, in quanto toccano la funzionalità di importanti istituti di garanzia - ammonisce Napolitano -. Le norme e le prassi vigenti prevedono per fondati motivi di equilibrio, a tutela del pluralismo e a presidio dello Stato di diritto, l’espressione di maggioranze qualificate e la realizzazione di ampie intese in parlamento per perfezionare gli adempimenti di cui oggi si lamenta la violazione. Tali norme non hanno però impedito - in anni recenti, e segnatamente all’inizio della XV legislatura - il rispetto di scadenze e vacanze delicate. È indispensabile che su ogni pur comprensibile diversità di valutazioni politiche prevalga la consapevolezza dell’inderogabile dovere costituzionale da adempiere".