Napolitano "sveglia" il Sud "E il Nord sia più solidale"

Il presidente della Repubblica in visita a Reggio Calabria chiede agli enti locali del Mezziogiorno una svolta: "Per superare ogni forma di inerzia  e stanca gestione dell'esistente". E al Settentrione: "La solidarietà è un dovere costituzionale"

Reggio Calabria - La sveglia del presidente. Giorgio Napolitano, in visita all’Università della Calabria, ha chiesto alle regioni meridionali di superare "ogni forma di inerzia e di stanca gestione dell’esistente" per affrontare i problemi particolari che affliggono quest’area del paese. Il Capo dello Stato ha anche segnalato "deleterie contrapposizioni tra Nord e Sud e vecchie e nuove sordità verso le esigenze del Mezzogiorno".

Solidarietà L’unità nazionale "va rafforzata" e il Nord ha il "dovere inderogabile", come vuole la Costituzione, di essere solidale con il Sud. Ma è il Mezzogiorno stesso che deve rinnovarsi "sul piano amministrativo e reagendo alla criminalità organizzata", guardare lontano, abbandonare logiche ispirate a "inerzia e stanca gestione dell’esistente". Come sempre quando parla di Meridione il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tiene insieme questi due aspetti: i diritti, che vanno rispettati anche con sollecita distribuzione delle risorse per lo sviluppo, e i doveri che non possono essere dimenticati. In particolare Napolitano ha invitato il Sud a "reagire ai ricatti della criminalità organizzata". Dal canto suo la politica non può essere sorda davanti alle richieste di aiuto del Mezzogiorno e vanno evitate, ha proseguito Napolitano, "deleterie contrapposizioni tra Nord e Sud e vecchie e nuove sordità verso le esigenze del Mezzogiorno".

L'università della Calabria "A proposito di università non si faccia di tutta l’erba un fascio. Non si confonda l’università della Calabria con la proliferazione delle sedi universitarie. Questo ateneo di avanguardia rappresenta un fattore di avanzamento e di crescita sociale per il Sud" ha detto il capo dello Stato, Beniamino Andreatta che ne è stato il primo rettore. "È stato esempio - ha sottolineato - di come si possa far nascere un’università eccellente, per i suoi studi, per la capacità di autogoverno e per la gestione oculata delle risorse. Sono troppi i motivi e gli aspetti per cui il Paese, le sue capacità di risposta, le sfide che lo aspettano, soffrono la mancanza di Andreatta. Sentiamo la sua mancanza come persona di prorompente talento, come uomo di governo, per la sua finezza umana. Sarebbe oggi importante il suo contributo per il Paese. Questo ateneo di avanguardia rappresenta un fattore di avanzamento e di crescita sociale per il Sud".