Narcotraffico, gang in manette

Per amore era pronta a difendere il suo uomo e la «banda». Per amore era entrata nel «giro», s’era messa a disposizione dell’organizzazione fino a diventarne, secondo gli investigatori, uno dei finanziatori principali. Entrava e usciva dalle carceri dopo avere parlato coi propri «assistiti», riferiva agli altri, manteneva i contatti. E, così, gli affari proseguivano. Ma anche per A.M.G., bell’avvocatessa penalista di 41 anni, residente sul litorale, alla fine, sono scattate le manette. Con lei, dietro le sbarre, sono finite altre 18 persone, tra cui 6 stranieri, tutti accusati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Gli arresti di ieri fanno seguito ad altre 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Dda nell’ambito della stessa operazione, tra il 2006 e il 2007, nella quale è finito anche G.F.L., il compagno francese della donna. Era un maxi-business di coca e hashish importata in quantità industriali attraverso le rotte che dal Venezuela, dalla Colombia e dal Marocco passano per la Spagna e l’Olanda, quello messo su dal sodalizio con base nella Capitale e uno «stratega» eccellente: Armando Orgitano, classe 1953, primula rossa del narcotraffico a cui i segugi del Nucleo operativo dell’Arma di via In Selci hanno continuato a dare la caccia fino a intercettarlo e a bloccarlo mentre tentava di rientrare in Italia con un carico di droga. «Questi personaggi - spiega il procuratore Italo Ormanni - si muovono con destrezza in territorio europeo. Mantengono i contatti coi cartelli sudamericani e nordafricani. Fungono da medio-grossisti in Italia e ciascuno di loro ha una rete di cavalli e pusher sulla quale fare affidamento». Nel giugno 2006 gli uomini dello Svad (servizio doganale antifrode) di Fiumicino s’insospettiscono per il ritrovamento di 13 kg di coca in un bagaglio «perso» in aeroporto. Il fatto si ripete. Intuiscono che si tratta di uno stratagemma escogitato per inviare droga in Italia. Viene arrestato M.A., 28 anni, dipendente di Adr addetto allo smistamento dei colli. Per gli inquirenti è lui il terminale del sistema. L’informativa arriva sui tavoli della dottoressa Diana De Martino, alla Dda. Parte l’operazione «Maleta 2006». Da allora vengono arrestati i corrieri di circa 50 kg di coca e 535 di hashish. La nascondono nei doppifondi di tir e auto, alcuni li sbarcano dalle navi a Civitavecchia; altri ingoiano chili e chili di «neve» confezionati in ovuli di lattice e ingeriti prima di salire sugli aerei per Roma. Custode della roba è Orlando Grippa, 52 anni, di Zagarolo. Il 2 aprile è agonizzante per overdose quando gli «amici» entrano in casa per fare sparire 2 kg di droga prima dell’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri. Che lo troveranno morto.