Narrazioni oniriche eppure reali

«I fatti della vita di Meyrink sono meno problematici della sua opera. Nacque nel 1868 in una città della Baviera. Sua madre era attrice (sarebbe troppo facile constatare che la sua opera letteraria è istrionica). Monaco, Praga e Amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. Sappiamo che fu impiegato di banca e che aborrì quel lavoro. Sappiamo anche che tentò due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle scienze occulte e la composizione di scritti satirici». Così, nel 1938, Borges presentava Meyrink ai lettori argentini, mettendone in luce il principale merito: scrivere narrazioni oniriche che siano anche leggibili. Oltre a Il Golem e L’angelo della Finestra d’Occidente, si ricordano: Il volto verde (1916), La notte di Valpurga (1917), Il domenicano bianco (1921)