Nas in classe: la scuola boccia il piano-Turco

Critico anche il ministro della Pubblica istruzione, Fioroni: «Tocca agli insegnanti ristabilire l’ordine e far rispettare le regole interne»

da Roma

Controlli a tappeto dei Nas nelle aule a caccia di spacciatori fra i ragazzi? Il mondo della scuola si ribella all’iniziativa del ministro della Salute, Livia Turco, intenzionata a mandare i carabinieri nelle scuole nel tentativo di contenere il fenomeno dell’uso degli stupefacenti tra giovanissimi. Presidi e docenti invocano rigore ma insistono sulla necessità di lasciare alle autorità scolastiche il compito di vigilare e dunque decidere, caso per caso, se occorra o meno l’intervento delle forze dell’ordine. Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, dice in sostanza la stessa cosa: prima dei carabinieri ci sono le autorità scolastiche, i dirigenti e gli stessi insegnanti. Poi gli ispettori ed infine, su iniziativa autonoma della scuola e in caso di necessità, si può arrivare a ricorrere ai Nas. Fioroni annuncia pure una iniziativa specifica. Verrà messo a disposizione dei responsabili degli istituti, dove dovessero verificarsi situazioni particolarmente difficili, un gruppo di ispettori che avranno il compito di ristabilire l’ordine e far rispettare le regole interne. «Nelle prossime settimane -conclude il ministro- elaboreremo ordinamenti a livello provinciale e regionale che prevedano anche l’intervento delle forze dell’ordine,dove fosse necessario, ma anche per consigliare le istituzioni locali come collaborare con le scuole per la prevenzione dell’uso di droghe e alcol». E Fioroni non è l’unico membro del governo in disaccordo con la Turco. Per Emma Bonino, ministro per il Commercio estero, si tratta di «una proposta probabilmente impraticabile». Il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero si dice stupito «dalle dichiarazioni della Turco perché mi pare che se il problema è migliorare la prevenzione, questa idea dell’intervento a tappeto mi sembra in contraddizione».
É soprattutto il centrodestra però a sottolineare le contraddizioni del ministro in quella che appare come una scelta politica «schizofrenica» perchè prima la Turco ha alzato la dose consentita di cannabis, dando quindi un messaggio antiproibizionista e ora mostra invece di volere usare il pugno di ferro inviando i Nas nelle scuole. La Turco tenta di dimostrare che le sue due iniziative non sono in contraddizione. Criminalizzare lo «spinello», insiste il ministro è sbagliato perchè le droghe vanno distinte e per questo la legge Bossi-Fini, che le considera tutte egualmente pericolose, va cambiata. E per sostenere la sua tesi la Turco non esita a prendere ad esempio il caso del ragazzo morto il 16 maggio scorso a scuola, dopo aver fumato quello che si credeva uno spinello. Nei suoi polmoni sono state invece ritrovate tracce di cocaina modificata con il crac e proprio questa sarebbe la dimostrazione che «è sbagliato criminalizzare lo spinello e non fare una distinzione tra la gravità delle droghe». Come se fosse ovvio che quel ragazzo sapesse che quello spinello era stato “crackato“. Possibile invece che pensasse di fumare un “innocuo“ spinello.
Per il senatore di Forza Italia, Antonio Tomassini, presidente della commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale: «la confusione nel governo regna sovrana». «Il ministro Turco deve fare pace con la sua mentalità - dice Tomassini -. Alcuni mesi fa voleva aumentare la quantità di cannabis da considerare consumo personale, ora è di colpo diventata iperproibizionista». E anche per il leader Udc, Pierferdinando Casini, «Il governo deve chiarirsi le idee.- attacca Casini- Non è possibile un giorno elevare la soglia consentita di cannabis per uso personale e il giorno dopo proporre le ispezioni o le irruzioni nelle scuole». Diverso il punto di vista di Carlo Giovanardi «I carabinieri già effettuano regolarmente servizi davanti e dentro le scuole per reprimere i fenomeni di spaccio - dice Giovanardi -. La proposta della Turco non ha nulla di clamoroso».
Non è contraria all’idea di maggiori controlli Valentina Aprea, responsabile nazionale del Dipartimento Scuola di Forza Italia. «Si avvii un’operazione seria di ricognizione nelle scuole rispetto a presenze indesiderate e indesiderabili che arrivano a fornire ai ragazzi sostanze che compromettono, a volte definitivamente, la vita dei nostri giovani».