La Nasa cerca su Internet i ricambi per lo Shuttle

Dopo l’ammissione dei tecnici («È vero, abbiamo toppato») pronto l’Atlantis per un eventuale salvataggio. Il «Los Angeles Times»: alcuni pezzi sono fuori produzione e gli ingegneri li cercano sulle aste online

Elena Jemmallo

Ormai non lo negano nemmeno più dalla Nasa: sul Discovery qualcosa è andato storto. Le foto ad alta definizione parlano chiaro. Sulla pancia dello Shuttle ci sono delle fessure anomale. Dopo l’iniziale ottimismo e le rassicurazioni, arriva la doccia fredda: «Abbiamo toppato» ha confessato l’amministratore della Nasa, Michael Griffin.
A questo si aggiungono le preoccupazioni sull’età del Discovery, che vola ormai da 21 anni, e che è il più vecchio rimasto in servizio dopo che i suoi predecessori Columbia e Challenger sono esplosi in missione. Secondo la stampa americana, il personale di terra sarebbe stato costretto in passato a cercare i pezzi di ricambio, ormai fuori produzione, nei posti più impensabili, ricorrendo anche a eBay, il famoso sito di aste online. A riportare la notizia è il Los Angeles Times, che cita le dichiarazioni del vice della Nasa Wayne.
Tra ammissioni di colpa e fessure anomale a Huston l’ottimismo comincia a scarseggiare. Tanto quanto basta per prolungare la permanenza della navetta nello spazio di un giorno. Il rientro, salvo ulteriori sorprese, avverrà l’8 agosto e non il 7 come previsto, il tempo necessario per completare tutte le riparazioni necessarie. In più, la Nasa sta meditando sull’opportunità di far fare agli astronauti gli straordinari: una quarta passeggiata nello spazio oltre alle tre previste. La prima uscita è stata sabato scorso, la seconda ieri e la terza sarà domani, ma forse non basteranno per smaltire tutto il lavoro da fare.
Già ieri gli astronauti hanno rimosso e sostituito un giroscopio difettoso della Stazione spaziale internazionale. Soichi Noguchi, l’astronauta giapponese cui era affidata la parte più delicata dell’intervento, è riuscito a riportare da solo dentro l’area cargo dello Shuttle il grosso giroscopio guasto. Tutto si è svolto secondo i programmi, ma rimane da decidere come e se riparare l’area danneggiata sotto la pancia della navetta. Rimangono da rimuovere due filamenti di materiale di isolamento che si sono distaccati e hanno provocato fessure tra le piastrelle protettive della Discovery. Per raggiungere la parte danneggiata, che si trova vicino al «naso» dello Shuttle, un astronauta dovrebbe muoversi su un lungo braccio robotizzato. E una volta arrivato, deve rimuovere materiale che fuoriesce dalle mattonelle di rivestimento resistenti al calore, un’operazione mai eseguita prima.
La Nasa per il momento si dice non eccessivamente preoccupata dal problema, anche se da Houston hanno ammesso: «La nostra valutazione in quel momento era che tutto fosse a posto. E abbiamo toppato» ha detto Micheal Griffin, che ha anche aggiunto: «Sicuramente siamo stati fortunati; se si fosse spezzato prima e se cadendo avesse seguito un traiettoria diversa, avrebbe potuto colpire il modulo orbitante invece che il serbatoio esterno del Discovery». Anche i diretti interessati, i sette dell’equipaggio, non sembrano preoccupati: «Siamo tranquilli, non abbiamo timori particolari, la navetta è pronta per un buon ritorno» ha detto la comandante Eileen Collins. Preoccupati o no, a terra già corrono ai ripari e inziano a scaldare i motori dell’altro Shuttle, l’Atlantis, per ora in stand-by al Kennedy Space center per un’eventuale operazione di recupero spaziale.