Nasa: «Nel 1999 acqua su Marte ecco le prove del suo passaggio»

L’Ente spaziale americano: «Nei canali fotografati dal satellite tracce chiare e recenti»

Antonio Lucano

Ancora nessuno l’ha vista, ma «c’è». La Nasa sostiene di aver trovato le prove che su Marte «l'acqua possa occasionalmente scorrere sulla superficie del Pianeta Rosso e che di certo ciò è avvenuto nel 1999». Certo, se le foto arrivate dallo spazio avessero documentato il flusso di un vero «fiume», la notizia sarebbe entrata nella storia dell’astronomia. Ma, anche così, l’avvenimento lascerà il segno negli ambienti scientifici.
Ieri l’atteso annuncio dell’Agenzia spaziale americana: «Abbiamo trovato le tracce di un recente scorrimento di acqua sulla superficie di Marte». Rafforzando così «la possibilità dell'esistenza di forme di vita sul pianeta».
Immagini riprese dal veicolo spaziale Mars Global Surveyor nel 2004 e nel 2005 suggeriscono che vi siano stati depositi d'acqua sulla superficie, ora asciutti, che erano lunghi diverse centinaia di metri e lungo i quali vi è stato uno scorrimento di liquido. Gli scienziati della Malin Space Science Systems di San Diego, che dirigono la ripresa delle immagini del Mars Global Surveyor, hanno nuovamente scattato foto di canali già ripresi nel 1999. Risultato: in due canali sono stati ritrovati cambiamenti compatibili con un flusso d'acqua.
«Queste osservazioni forniscono la più forte prova finora ottenuta che l'acqua possa occasionalmente scorrere sulla superficie di Marte», ha affermato Michael Meyer, lo scienziato alla guida del programma di esplorazione di Marte della Nasa. Fino ad oggi erano state individuate tracce di ghiaccio o di vapore acqueo su Marte, ma non di acqua allo stato liquido, anche a causa delle temperature sulla superficie del pianeta. Secondo quanto riferisce la Bbc, non vi è però parere unanime fra gli scienziati sull'interpretazione delle immagini: alcuni studiosi ritengono infatti che i cambiamenti riscontrati nei canali siano dovuti al flusso di anidride carbonica liquida.
Ma l'Ente spaziale americano difende la sua tesi: «Sul pianeta Marte potrebbe esserci stata acqua negli ultimi cinque anni».
«Le dichiarazioni fatte questa sera dalla Nasa riguardano il fatto che sono state viste evidenze di acqua liquida su Marte in tempi recenti», ha spiegato il responsabile delle attività di esplorazione del Sistema Solare dell'Asi, Enrico Flamini. In altre parole, ha aggiunto, «gli strumenti del Mars Global Surveyor hanno evidenziato tracce della presenza di acqua, ma l'acqua allo stato liquido su Marte non l'hanno ancora vista». Sicuramente, ha aggiunto, evidenze di tracce di acqua su Marte «sono molto importanti e confermano i fenomeni di erosione previsti ormai da molti modelli del pianeta». Alla ricerca dell'acqua allo stato liquido su Marte stanno lavorando attualmente due radar italiani: il Marsis, a bordo della sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mars Express, e Sharad, a bordo della sonda statunitense Mars Reconnaissance Orbiter (Mro). Entrambi gli strumenti (il primo destinato a cercare l'acqua in profondità e il secondo negli strati più superficiali del sottosuolo) sono stati realizzati in Italia e progettati dal gruppo dell'università di Roma La Sapienza coordinato da Giovanni Picardi, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. I radar italiani, ha osservato Flamini, «stanno lavorando alla ricerca di evidenze che l'acqua allo stato liquido sia ancora da quale parte nel sottosuolo di Marte». Forse, ha concluso ironicamente, «l'entusiasmo della Nasa per la presenza di acqua in un'era del passato nasce dalla consapevolezza che la presenza di acqua nel presente la stanno verificano i radar italiani Marsis e Sharad».