Nasce la carta elettronica della salute

L’«intenso lavoro di trasparenza» che la Giunta Marrazzo sostiene di svolgere per il ripianamento del deficit del sistema sanitario del Lazio, ben 10 miliardi di euro, non sta sanando la spesa sommersa, una vera epidemia che incide pesantemente sul debito regionale, impedendone il risanamento. Le gravi disfunzioni dell’emergenza sanità si potrebbero risolvere con il progetto Artemide, che mira a debellare il sommerso e a tutelare i cittadini, vittime costanti di prescrizioni fasulle.
Entriamo nel dettaglio. Nessuno impedisce a un medico di base in possesso di un ricettario di prescrivere «false» analisi ed esami, come tac e risonanze magnetiche, al paziente, anche se quest’ultimo è assente, magari in aereo o addirittura fuori Italia. L’impegnativa viene consegnata a un laboratorio d’analisi o a un centro diagnostico compiacente e viene contabilizzata a fine mese, trasformandosi automaticamente in una fonte di guadagno per il medico e per la stessa società, che magari dividono l’incasso. Infatti, nonostante la prestazione sia rimasta solo sulla carta, la Asl provvede al pagamento del rimborso. La conseguenza? Il cittadino, ignara pedina della truffa sanitaria, è anche l’inconsapevole strumento dell’aumento della spesa sommersa.
Grazie al progetto Artemide, brevettato dal dottor Sergio Licheri, ex direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’utente può avvalersi di una carta elettronica della salute che registra il quadro completo della sua situazione clinica. È il paziente che, digitando un pin di accesso, una sorta di codice di identificazione come quello del bancomat, consente al sistema di riconoscere il suo medico. Una volta identificato, il sanitario esamina la cartella del malato e le eventuali patologie. Solo in seguito opera sulla diagnostica, con la prescrizione di farmaci e accertamenti, immediatamente registrati e custoditi nell’archivio della carta elettronica della salute. Con l’utilizzo di questa tessera, quindi, risulta molto difficile frodare il sistema sanitario, perché è la carta stessa a controllare l’accesso di paziente e medico, memorizzando ogni minima variazione, analisi, esame o ricovero che sia.