Nasce il centro per i bambini disabili

Rosa è la mamma di una ragazzina disabile fin dalla nascita che ha appena raggiunto un traguardo per lei incredibile: «Ieri mia figlia, 14 anni, ha pattinato per la prima volta. Se ci fosse stata 14 anni fa la struttura che nasce oggi, forse avrebbe potuto pattinare già all’età di sei anni». Basta una frase del genere per far capire ai medici del Fatebenefratelli che la strada è quella giusta. Il centro per i bambini che presentano gravi disabilità serve. Eccome. Tra 18 mesi sarà tutto pronto: una struttura unica, con un ingresso indipendente, che metterà sotto lo stesso tetto l’unità operativa di neuropsichiatria infantile, il centro per l’epilessia e il reparto di pediatria. Qui, in un’area di 500 metri quadrati, accogliente e colorata, potranno trovare un’assistenza completa tutti i bambini (1300 solo a Milano e 3500 in Lombardia) con paralisi cerebrali, disabilità motoria, malformazioni genetiche, deficit cognitivo e crisi epilettiche. E le loro mamme non dovranno più rimbalzare da un reparto all’altro o arrangiarsi da sole per assistere i bimbi a casa.
«Sarà lo specialista a spostarsi - spiega Alberto Ottolini, direttore dell’unità operativa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e direttore del nuovo centro - e non più il bambino. Con la nuova struttura evitiamo la frammentazione degli interventi e contribuiamo a migliorare anche la qualità di vita delle famiglie. L’assistenza sarà più completa».
Il progetto sarà realizzato grazie ai 2,5 milioni messi a disposizione dalla Regione Lombardia. «È un progetto unico in tutta Italia - spiega il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni -. Il nuovo centro imposta un processo assistenziale che accompagna il paziente nelle varie fasi della crescita e garantisce una continuità nelle cure».
«Nel nostro Paese - fa notare il direttore generale del Fatebenefratelli, Luigi Corradini - non esistono strutture ospedaliere pubbliche di questo tipo, mentre all’estero ci sono dei modelli di riferimento che dimostrano l’importanza di un’organizzazione del genere». Secondo l’Istat, ad essere colpito da patologie neuropsichiatriche è il 18 per cento della popolazione italiana in età evolutiva e circa il due per cento è affetto da gravi disabilità. I numeri non sono di poco conto: il reparto di neuropsichiatria del Fatebenefratelli, solo nel 2009, ha effettuato 937 nuove visite su ragazzini fino ai 18 anni. I pazienti presi in carico sono in tutto 1500, di cui 300 con gravi disabilità. Sono invece 1600 i bambini che si sono presentati in ospedale con problemi di epilessia.
I genitori non sono soli ma saranno sostenuti da medici e volontari dentro e fuori l’ospedale. Le mamme non dovranno più impiegare oltre quattro ore al giorno per dar da mangiare ai loro bimbi e anche la domotica andrà incontro ai loro bisogni. A garantirlo è anche l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani che annuncia un accordo con le aziende friulane per sviluppare la domotica domiciliare.
«Puntiamo alla continuità delle cure - spiega Bresciani -. Vogliamo superare l’idea di un ospedale paragonabile a una rocca chiusa ma rafforzare sempre più la presenza sul territorio».