Nasce la Consulta della minoranza

Assemblea spontanea dei consiglieri d’opposizione

Nasce in Valpolcevera la «Consulta delle minoranze»: i consiglieri comunali di opposizione di Sant’Olcese, Serra Riccò, Mignanego, Ceranesi e Campomorone si sono riuniti nei giorni scorsi e hanno stretto un patto di coordinamento che deve dar vita, in via sperimentale, a una Consulta delle minoranze per la Valpolcevera. La nuova struttura dev’essere intesa - specificano i promotori - non in senso burocratico, ma come luogo effettivo di condivisione e di sinergia per una politica concreta e propositiva nei rispettivi ambiti territoriali. «Il progetto è certamente ambizioso - riconosce Massimiliano Tovo, di Sant’Olcese - anche perché riunisce consiglieri comunali provenienti da diverse realtà, da quella strettamente partitica a quella propria delle liste civiche, da chi ha già maturato un’esperienza di amministratore pubblico a chi è ancora alle prime armi del dibattito politico e amministrativo, dal centrodestra al centrosinistra». Del gruppo di lavoro fanno parte fin dall’inizio dell’esperienza Matteo Barabino, Giovanni Leone e Davide Sacco di Ceranesi; Gian Michele Erre e Andrea Tassano (oltre allo stesso Tovo) di Sant’Olcese; Giorgio Bettinelli, Alessandro Fossati, Francesco Moresco, Laura Noli e Silvano Porcile di Serra Riccò; Sandro Campora, Domenico Mazzarello, Stefano Piana, Giuseppe Pittaluga e Giuseppe Sperindio di Campomorone; Mirko Basile, Samuele Calcagno, Fabrizio Galluzzo, Eliodoro Piccardi e Lacani di Mignanego, cui si è unito anche Massimiliano Cardamone, consigliere di circoscrizione di Bolzaneto. «Il gruppo di lavoro non si deve intendere - aggiunge ancora Tovo - come una ulteriore istituzione, ma se mai come un’assemblea spontanea senza una precisa collocazione politico-partitica se non quella di sedere tra i banchi dell’opposizione. Davanti alle diverse problematiche che caratterizzano questi Comuni, abbiamo ritenuto opportuno provare attraverso questo strumento informale a studiare le cause delle diverse problematiche che caratterizzano il nostro comprensorio per determinare le soluzioni più appropriate nell’interesse collettivo». La conclusione è chiara: «Siamo davanti a un esperimento - conclude Tovo - che probabilmente non ha precedenti, riteniamo che sia questa la prima volta di una iniziativa che tenta di creare un’esperienza di lavoro tra i consiglieri di minoranza, segno di una responsabilità acquisita e che mette in evidenza l’esigenza di partecipare attivamente attraverso gli strumenti ritenuti più idonei per un’opposizione costruttiva e non demagogica».