Nasce la Corte costituzionale ligure

Anche la Liguria avrà la sua Corte Costituzionale. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge che istituisce la Consulta statutaria, che, dopo il Consiglio delle autonomie locali e il Consiglio economia e lavoro, completata la costituzione dei nuovi organi dell’assemblea regionale previsti dal nuovo Statuto. La legge sarà promulgata fra circa quindici giorni dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale. Prevede la nomina di cinque membri, scelti dal consiglio su proposta dei diversi gruppi, che eleggeranno tra di loro un presidente.
«Con questo atto viene portato a compimento il nuovo assetto del consiglio regionale, che procede verso una progressiva parlamentarizzazione - spiega il presidente Mino Ronzitti -. La Consulta svolgerà una funzione di garanzia: come la Corte Costituzione verifica la compatibilità dei provvedimenti rispetto alla Carta costituzionale, così la Consulta statutaria eserciterà lo stesso ruolo di verifica sulla compatibilità di leggi e provvedimenti regionali rispetto al nostro Statuto».
La Consulta farà anche da arbitro in caso di conflitti di potere sull’attribuzione di competenze fra i diversi organi regionali, e, soprattutto, rilascerà pareri obbligatori sull’ammissibilità delle iniziative popolari e delle richieste referendarie. Ronzitti, primo firmatario della legge 141 presentata da tutto l’Ufficio di presidenza, ha auspicato che entro la pausa estiva tutti e tre gli organi, Cal, Crel e Consulta possano essere ufficialmente insediati.
Per la presidenza della Consulta si fa già il nome di Fernanda Contri, ma Ronzitti non fa anticipazioni: «Saranno i gruppi consiliari a proporre i candidati e, poiché la votazione richiede la maggioranza qualificata dei tre quarti come per i giudici della Corte costituzionale, dovranno essere candidature ampiamente condivise. Io credo che i componenti della Consulta dovranno comunque essere il più possibile rappresentativi della società e che sui nomi occorra assolutamente evitare logiche lottizzatrici e partitocratiche».