Nasce l’albo degli intermediari culturali: operativo da gennaio

Silvia Marchetti

Governo ed enti locali sostengono che non ci sono i soldi, ma quando si tratta di finanziare l’integrazione degli immigrati saltano fuori i milioni. Nei giorni scorsi l’assessorato capitolino alle Politiche sociali ha formalizzato la nascita del «Registro pubblico dei mediatori interculturali», operativo dal prossimo 2 gennaio. All’albo, frutto del pressing dei consiglieri aggiunti, si potranno iscrivere tutti gli stranieri residenti nel Lazio esperti di comunicazione, relazioni umane e gestione dei conflitti. Il Comune attingerà dunque da questo registro per trovare le «competenze» di cui ha bisogno e lo metterà a disposizione degli enti e delle imprese che ne faranno richiesta. «Il mediatore - si legge nella nota diramata dall’assessorato - è una figura chiave nel processo di integrazione degli stranieri». È colui che «crea nuovi percorsi di cittadinanza», stando al consigliere aggiunto Ionut Gabriel Rusu. Insomma, un «genio» talmente prezioso che «il solo comune di Roma si avvale attualmente della collaborazione di circa 200 persone e molte altre - precisa la nota - sono impiegate nella scuola, negli ospedali e nei presidi sanitari». Cifra, ovviamente, destinata a lievitare con il nuovo albo. Il registro sarà tenuto dal «Centro Cittadino per le Migrazioni, l’Asilo e l’Integrazione Sociale» del V Dipartimento (Politiche Sociali), che è il cuore pulsante della rete di assistenza al «migrante» messa in campo dalla giunta Veltroni per aiutarlo nel costruirsi «il proprio futuro». Molte sono le iniziative lanciate per la formazione dei mediatori interculturali e in generale per l’integrazione multi-etnica, soprattutto nelle scuole. Sul portale programmaintegra.it, foro virtuale di incontro tra immigrati e istituzioni locali, il Campidoglio sponsorizza una miriade di seminari, bandi di gara e progetti. Come il concorso lanciato dalla giunta Marrazzo per i comuni e le associazioni che presentano iniziative a favore dei richiedenti asilo e vittime di tratta, per il contrasto alla discriminazione dei Rom e per l’associazionismo etnico, tutte condite con «l’ausilio» dei mediatori interculturali. Tra i comuni interessati a questo «Piano di interventi» spicca proprio Roma: dei 3.206.398 milioni di euro stanziati ad ottobre, ben la metà è destinata solo al V Dipartimento e ai IX, XI, XVI e XVIII municipi. Tre milioni di euro non sono pochi per una giunta che piange miseria e lascia senza soldi perfino il consiglio. Navigando sul sito, spicca agli occhi la pubblicità che Veltroni fa al collega di partito nonché governatore della Toscana Claudio Martini. A gennaio partirà il corso di perfezionamento post-laurea «Il Diritto degli stranieri», organizzato dall’Università di Firenze con il patrocinio della Regione Toscana, rivolto ai «legali e agli operatori che applicano il diritto degli stranieri», quindi anche a certi mediatori interculturali. Le iscrizioni scadono a fine mese e per attirare i dipendenti delle amministrazioni locali (di tutt’Italia), la giunta Martini offre 25 borse da 200 euro riservate solo a loro (metà del costo totale). Sembrerebbe quasi un favore tra giunte «rosse» su un tema, quello dell’integrazione multietnica, così cruciale per la sinistra. È di pochi giorni fa invece l’avviso di un bando di gara indetto dal ministero della Solidarietà Sociale per la realizzazione di progetti destinati all’integrazione dei «cittadini extracomunitari», coadiuvati da mediatori culturali e sostenuti da «un partenariato con gli enti locali competenti». In tutto, vengono messi sul piatto 1.250 milioni di euro.