Nasce l’alleanza Berlusconi-De Benedetti

Nel mirino aziende con un fatturato annuo compreso tra i cento milioni e il miliardo

Paolo Giovanelli

da Milano

Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi alleati nel rilancio delle imprese in crisi. I segnali di pace dei mesi scorsi si sono concretizzati ieri nell’annuncio che Cdb Web Tech diventerà una società che investirà in imprese in difficoltà per rilanciarle: «Il cda di Web Tech ha conferito mandato al presidente De Benedetti per lo studio di fattibilità del progetto - dice un comunicato - che ha generato l’attenzione dei gruppi Fininvest, Della Valle, Sopaf, del fondo di investimento statunitense Radius e di banca Intermobiliare, unitamente a Luca di Montezemolo, Nerio Alessandri e Arnaldo Borghesi a titolo personale». Così, dopo anni di guerra (basti ricordare lo scontro per la Mondadori o quello per la Buitoni), Berlusconi e De Benedetti hanno trovato un terreno comune di lavoro, creando quello che sembra destinato a diventare una sorta di «salottino buono» in cui si incontreranno imprenditoria e finanza.
L’operazione Cdb prevede infatti che l’attività attuale venga scorporata in una newco controllata dalla stessa Cdb (esclusa liquidità per 50 milioni) che verrà collocata in Borsa prevedibilmente all’inizio dell’anno prossimo. Gli attuali azionisti di Cdb diverranno anche azionisti della newco. Quanto a Cdb, aumenterà il capitale di 500 milioni, di cui 200-250 verranno sottoscritti dai gruppi che si sono dichiarati interessati, mentre altri 250 verranno richiesti al mercato. Ed è qui sono importanti i collegamenti con Mediobanca, Lehman Brothers, Lazard e Banca Intermobiliare che si sono rese disponibili a promuovere l’aumento con un consorzio di garanzia. In sostanza Cdb si muoverà come un fondo di private equity, ma con alcune importanti differenze: infatti disporrà di un capitale iniziale e i tempi per l’investimento non saranno rigidamente delimitati come invece avviene per i fondi.
La governance sarà costituita da un consiglio di sorveglianza presieduto da De Benedetti che sarà espressione degli azionisti e da un comitato di gestione costituito dal top management. Cdb potrà infatti contare su un gruppo di manager con importanti esperienze finanziarie e industriali: Corrado Ariaudo (ex direttore generale Olivetti) sarà presidente del comitato di gestione e sarà affiancato da Pierantonio Nebuloni (ex ad del gruppo Erg), Alberto Franzone (ex Ubs Warburg e Crédit Agricole) e Simone Arnaboldi (ex Bridgepoint Capital). Un gruppo di vertice che volutamente non viene tutto dall’esperienza Olivetti, ma «pesca» soprattutto da altre esperienze.
Quali saranno le imprese-obiettivo? Tutte quelle con almeno 100 milioni di fatturato annuo, fino a quelle con un miliardo di fatturato. Nè troppo piccole, nè troppo grandi, quindi. Inizialmente saranno esaminate quelle italiane, ma nessuno esclude che possano essere estere. Mentre l’unica esclusione, a livello di settori, potrebbe riguardare quello dell’information technology: qualcuno ha ancora brutti ricordi a proposito di computer.
Un’impresa come la Ducati, invece, almeno in teoria, potrebbe essere appetibile per un futuro sviluppo. E qui la peculiarità di Cdb, cioè la possibilità di essere più flessibile dei fondi, giocherà un ruolo importante.