Nasce l’asse Roma-Parigi sull’energia

Genova. «Rinforzare e sviluppare l’opzione nucleare nel quadro del mercato unico europeo, come una delle soluzioni aperte per far fronte alle sfide del cambiamento climatico e della sicurezza dell’approvvigionamento energetico», ma anche «riprenderci le scorie nucleari» di nostra pertinenza «e trovare siti idonei per lo smaltimento».
L’accordo siglato ieri a Genova che costituisce, di fatto, la nascita di un asse energetico tra Italia e Francia porta con sé anche una delicata questione legata al nucleare e agli obblighi a cui l’Italia viene richiamata in funzione della sua partecipazione al progetto Super Phoenix, il supergeneratore chiuso nel 1998. L’intesa, firmata dal ministro alle Attività produttive Claudio Scajola e dal suo omologo francese François Loos, prevede la collaborazione dei due Paesi in campo energetico e la «rimozione degli ostacoli che possono limitare la cooperazione bilaterale nel campo industriale e commerciale», ma apre anche al nucleare attraverso la partecipazione di aziende italiane alla costruzione di centrali di nuova generazione in Francia e la fornitura di «collaborazione ed esperienza» da parte della Francia all’Italia.