Nasce il manuale per il musulmano nello spazio

Mosca. Porta con sé la guida del perfetto musulmano nello spazio: il primo astronauta islamico, il medico malese Sheik Muzzafar Shukor, è decollato ieri da Baikonur su una Soyuz e si appresta a raggiungere la base spaziale Iss. Non è il primo musulmano nello spazio: in orbita ne sono già andati due, ma erano «turisti». Per lui il discorso è diverso: fior di teologi del suo Paese si sono scervellati per trovare una soluzione a problemi apparentemente insormontabili, come l’obbligo di pregare almeno cinque volte a ogni sorgere del sole. Sulla Iss, le albe sono 16 al giorno, e pregare per 80 volte sarebbe incompatibile col lavoro dell’astronauta. Un altro quesito è legato alla velocità di 27.000 kmh della stazione: in quelle condizioni, la Mecca cambia troppo rapidamente posizione. Poi le rituali prostrazioni risultano poco praticabili in assenza di gravità. Ecco quindi il manuale per il credente in orbita: anzitutto, le regole vanno seguite, ma nei limiti del possibile. La direzione della Mecca potrà essere un po’ approssimativa, e comunque gli imam malesi hanno pensato a un apparecchietto che indicherà più o meno la posizione della città sacra. Per la corretta posizione di preghiera, infine, non rimane che esercitarsi e fare del proprio meglio, confidando nella clemenza divina.