Nasce in via Montallegro un hospice su tre piani

Un hospice per i malati terminali, una casa per aiutare chi, affetto da una malattia che non perdona, deve combattere ogni giorno con il dolore.
Parte da qui l'impegno della Opere Sociali Srl, braccio operativo della Fondazione Carige nel terreno della solidarietà, che realizzerà, nell'ex complesso di Villa Salus di via Montallegro, un hospice su tre piani, su una superficie complessiva di 900 metri quadrati, con due ampi terrazzi esterni.
Una struttura che prevede di affiancare all'edificio già esistente un altro piccolo complesso che sarà destinato ad ospitare un cappella per il conforto spirituale dei malati e delle loro famiglie e lo spazio per le camere ardenti.
Braccio operativo di questa nuova residenza sarà l'associazione Gigi Ghirotti, da anni in prima linea, con decine di volontari, nel campo dell'assistenza e del sostegno a malati terminali.
«Dopo le difficoltà iniziali sono iniziati, proprio la settimana scorsa, i lavori alla palazzina della ex villa Salus che andrà ad integrare la struttura già esistente presso l'ex ospedale Pastorino di Bolzaneto, diventando punto di riferimento del centro e del levante cittadino - spiega Franco Henriquet, presidente dell'associazione Gigi Ghiotti ed ex primario di anestesia dell'ospedale San Martino -. Entro settembre del prossimo anno, dopo circa dieci mesi di lavori, potremo aprire la struttura che ospiterà dodici posti letto. Due piani saranno dedicati alla degenza mentre il terzo sarà dedicato ai servizi. Le camere, tutte singole, avranno un divano o una poltrona letto per i parenti che vorranno assistere i loro familiari, anche 24 ore su 24».
Il contributo della Fondazione Carige, che ha acquistato l'immobile, affidandolo alla Gigi Ghirotti in locazione gratuita, continua però nel tempo.
«Provvederemo noi ai lavori di ristrutturazione e di adeguamento della struttura - conclude Henriquet - utilizzando una generosa donazione privata di 800mila euro. Una cifra importante ma, non sufficiente. Grazie all'ulteriore contributo della Opere Sociali invece possiamo avere la certezza della copertura finanziaria dei lavori».
Lavori importanti, necessari, per a far fronte alle decine di richieste, alle liste d'attesa. Sono oltre mille le persone che ogni anno si rivolgono a questa associazione, con una media di oltre 230 il mese, in buona parte seguiti nelle abitazioni, in parte ricoverati in queste strutture. Perché è proprio quando le speranze si spengono che iniziano i momenti più difficili e la medicina da cura deve diventare terapia del dolore, e la solidarietà diventare comprensione e pietà.
E questi hospice dimostrano che tutto ciò può succedere.