Nasce un nuovo dialogo fra associazioni e governo

I dirigenti nazionali del Coordinamento delle associazioni venatorie italiane, hanno preso atto della disponibilità del governo a rivedere i contenuti del decreto legge 251/2006 emanato il 4 agosto. Il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro ha ammesso che il decreto contestato è stato emanato senza la necessaria concertazione con le Regioni e con le categorie economico-sociali interessate e senza aver consultato le associazioni venatorie ed agricole. A fronte di questo impegno, mirante a rivedere l'impianto del decreto contestato, i rappresentanti del mondo venatorio hanno manifestato il loro impegno alla stesura di un documento tecnico da sottoporre al governo affinché siano apportate le correzioni necessarie, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali, e delle competenze affidate alle regioni dalla Costituzione. I rappresentanti del mondo venatorio italiano hanno rivendicato il diritto di continuare a esercitare la loro funzione indispensabile per garantire una corretta gestione del patrimonio faunistico e ambientale come avviene nel resto dei Paesi dell'Ue.
Attribuendo alla manifestazione nazionale del 1º settembre un'importanza fondamentale nell'avvio di un dialogo, il mondo venatorio si è dichiarato pronto alla massima collaborazione con il governo se all'enunciazione dei buoni propositi seguiranno i fatti. In caso contrario i rappresentanti del Coordinamento delle associazioni venatorie italiane hanno confermato la loro determinazione a manifestare il dissenso di centinaia di migliaia di cittadini che chiedono di essere rispettati nell'esercizio di un diritto sancito dalle direttive comunitarie, rigidamente regolamentato da normative nazionali e regionali.