Nasce la squadra delle modelle Negli stadi per beneficenza

Ad allenare i 15 volti noti di tv e passerelle, Ricci e Francini

Elena Giliberti

Quindici top model in divisa. Niente abiti firmati, ma calzoncini, maglietta, parastinchi e scarpe coi tacchetti. Non è la pubblicità di un nuovo marchio di abbigliamento sportivo, ma la nascita di una squadra di calcio femminile, «l'internazionale modelle calcio per la solidarietà», presentata a Milano in una serata d'eccezione al club Ubi Maior di via Crocefisso.
Ragazze provenienti da tutto il mondo, abituate a calcare le passerelle della moda, hanno deciso di scendere in campo per beneficenza, e tra una sfilata e l'altra si prestano a giocare sul prato di qualsiasi stadio, sfidando chiunque permetta loro di raccogliere fondi per iniziative di solidarietà. Inutile descrivere ciò che renderà i loro novanta minuti da non perdere, perché le misure da calendario delle atlete sono certificate. Tra loro anche la brasiliana Seba, regina delle passerelle di Alviero Martini, e altri volti visti in tv o sulle copertine dei settimanali.
A promuovere l'iniziativa non poteva non esserci un'italiana doc, napoletana verace, amante del calcio, soprannominata «Maradona» dalle sue compagne di squadra per la sua non nascosta passione per il Pibe de oro argentino: Celeste Maione, 25 anni, gioca da trequartista ed è il capitano della squadra. L'abbiamo vista in vari spot televisivi, in alcuni film e nella soap Un posto al sole. Ora la vedremo in tenuta da calcio, anche se non è detto che la ragazza, così come le sue compagne di squadra, sia una funambolica giocatrice. Del resto è difficile che la gente si rechi al campo, pagando anche un biglietto, per vedere se le top model sappiano fare un tunnel o un improbabile stop di petto.
Allenate da Franco Ricci, osservatore della Juventus e Giovanni Francini, ex giocatore della nazionale ai tempi di Azeglio Vicini, le ragazze saranno protagoniste di una serie di appuntamenti che comprendono, oltre alle partite di calcio, sia a 11 che a 5, anche delle serate benefiche. Una gattina che stoppa un pallone sui tacchi a spillo stampata sulla divisa rosa sarà il loro stemma, scelto per mantenere anche sul campo la propria femminilità e sensualità.
Un'iniziativa che fa sorridere, ma che nasconde intenti di tutta serietà. Il comitato dell'associazione che selezionerà i progetti ai quali le ragazze aderiranno avrà infatti come prima regola l'assoluta trasparenza sulla destinazione dei fondi raccolti grazie alle partite della squadra.