Nasce sul Giornale la laurea di Fiorello

Paolo Bertuccio

Bravo, irriverente, simpaticissimo. E, se ancora ci fosse bisogno di dimostrarlo, intelligente, molto intelligente. Tutto questo è Fiorello, che nei giorni scorsi, dai microfoni di «Viva Radiodue», è riuscito a dare prova del proprio spessore umano prima ancora che artistico. Una storia che vale la pena raccontare, se non altro perché è nata proprio tra le colonne del Giornale di Genova.
Riassunto. Sette giorni fa avevamo dedicato un servizio ad una studentessa del Dams di Imperia, Francesca Musacchio, intenzionata a laurearsi con una originale tesi dedicata a Fiore e al suo straordinario eclettismo artistico. Preparando l'articolo, tra il serio e il faceto ci eravamo chiesti se per caso anche lo showman siciliano non meritasse il titolo di dottore honoris causa in arte, musica e spettacolo. L'idea è subito sembrata plausibile, viste le innegabili innovazioni comunicative apportate da Fiorello nella radiofonia e nella televisione, ed è stata subito sottoposta, a mo' di boutade, a Sergio Valzania, direttore di Radiodue, «padrino» radiofonico di Fiore nonché docente del Dams imperiese, e a Eugenio Bonaccorsi, che di quella facoltà è presidente e quindi spetta a lui prendere decisioni riguardo eventuali lauree honoris causa. Entusiasta oltre ogni immaginazione il primo, più cauto e diplomatico il secondo: «Per quest'anno non è possibile, per i prossimi vedremo», questo il concetto in sintesi.
Tutto riportato sulla pagina del Giornale, la stessa che Valzania porta con sé venerdì nello studio dal quale va in onda «Viva Radiodue». «Ti vogliono dare la laurea!», esulta il direttore, per sua stessa ammissione esagerando un po', mentre la sottopone a Fiorello. Il quale, nella confusione che caratterizza i minuti precedenti la diretta radiofonica, lì per lì non capisce bene di cosa si stia parlando, ma nel corso della trasmissione ne approfitta per dar vita ad uno dei suoi siparietti: «Vieni qui, Valzania, cosa volevi dirmi?». E, alla spegazione del direttore, Fiorello si fa serio: «Ringrazio del pensiero. Però non posso accettare, per rispetto di tutti quelli che ogni giorno si fanno un mazzo così, sognando di arrivare alla laurea vera».
Un caso chiuso nel migliore dei modi, signorilmente, prima ancora di aprirsi. E del suo pupillo è orgoglioso una volta di più il docente-direttore, anche se continua a professarsi convinto dell'opportunità di conferire il riconoscimento al mattatore di Radiodue. «Fiorello ha l'abilità, ma anche la modestia, di un artigiano, e come tutti gli artigiani non ha la totale percezione dell'importanza del proprio lavoro. Lui - prosegue Valzania - è una persona serissima, e dice giustamente di avere rispetto per chi davvero fatica sui libri. Ma anche Fiorello, per arrivare ad essere il miglior uomo di spettacolo italiano, ha lavorato sodo per tanti anni».
Nel commentare l'accaduto, il presidente del Dams Bonaccorsi tiene a precisare che non è mai stata fatta nessuna proposta di laurea all'entertainer siciliano, anche se gli riconosce il merito di avere «un'idea seria e rispettosa degli studi universitari e della laurea. Ma - conclude - anche noi del Dams ne abbiamo un'opinione altrettanto seria». Di certo, con la sua prova di modestia e intelligenza, Fiorello si è guadagnato la stima di tutti gli studenti universitari italiani. Come dire: dottore mai, signore sempre.