Nasce la prima tv anti crimine In onda le strade dello spaccio

nostro inviato a Padova

Ultimissime dal fronte criminalità: durante un'operazione antidroga nei pressi del cavalcavia Borgomagno (una settantina di identificati, tutti stranieri, molti i clandestini che abitavano in un caseggiato del comune), chi ha avuto la peggio è stato un poliziotto, ferito gravemente da uno spacciatore nordafricano. Venti righe e titolo a due colonne nei giornali di ieri. «Non fanno neppure notizia», scuote la testa Maurizio Meridi, presidente del comitato Sos Padova, uno dei tanti gruppi spontanei di cittadini esasperati, ogni quartiere ha il suo. L'abitudine alla delinquenza, alla droga, alla violenza, loro ancora non ce l'hanno. Ora stanno addirittura preparando una televisione, una all news anticriminalità. Come ha rivelato il «Gazzettino», si chiamerà Padova Security Channel: si vedrà su internet «ma siamo in contatto anche con emittenti che trasmettono via satellite in chiaro e sono disponibili a darci spazio in un canale tematico».
Il palinsesto? Un'occhiatina ai siti internet dei comitati fa capire che il materiale è già pronto. Sospadova.it, oppure comitatostanga.it, ma anche You Tube: le foto e i video sono centinaia, con spaccio in pieno giorno, aggressioni, luridume, bivacchi, risse. Scatti e riprese fatti da normali cittadini lungo le strade o da casa, al balcone o alla finestra, con telefonini e videocamere. Tutte cose perfettamente note alle autorità «perché noi - spiega Meridi - da tempo mandiamo cd e dvd con la documentazione di queste vergogne». Mobilitazione fantasiosa. «Il primo atto di protesta fu una grigliata antidroga in piazza della Stazione. Costicine di maiale e salcicce per tutti, gratis. Gli spacciatori ci presero a sassate, forse la polizia sottovalutò la cosa. Poi abbiamo appeso manichini insanguinati e piantato cartelli stradali antidroga. Vediamo se Security Channel sarà più efficace».
Dalla Stanga alla stazione, da via Manara a via Cairoli, la delinquenza straniera dilaga a Padova. «Hanno cantato vittoria troppo presto - dice Debora Porro, commerciante del centro Giotto dietro via Anelli -, ormai non sono i banditi ma i normali cittadini a vivere murati». «Da quando hanno sgomberato via Anelli la sicurezza ha avuto un tracollo, i criminali si sono sparpagliati per la città, soprattutto nella zona della stazione. Fanno quello che vogliono e lo fanno sempre, a ogni ora, giorno e notte. La sfiducia nelle istituzioni è totale - denuncia Meridi -. Soprattutto nella magistratura. La sera vengono fermati, il mattino dopo sono già fuori. I giudici di Padova sono buonisti. A Vicenza applicano la legge con più rigore, lo dicono le stesse forze dell'ordine: gli spacciatori arrivano fino a Mestrino, al confine della provincia, e stanno bene attenti a non superarlo».
E allora, via con la tv anticrimine nella città dei muri nelle strade e delle reti alle scuole. Filmati, dibattiti, interviste, ma anche immagini in diretta. Telecamere e webcam piazzate nei punti critici e sempre accese: «Così i cittadini, dalle immagini trasmesse in tempo reale, si renderanno conto di persona quali zone frequentare e quali no», spiega Paolo Manfrin, anima del comitato Stanga. «Sul tema della sicurezza, il più grave qui a Padova, la gente si muove senza sollecitarla. L'insofferenza è enorme: da un sondaggio tra 500 residenti in zona stazione, l'80 per cento vorrebbe cambiare casa». E come pagherete la tv? «Autofinanziamento. Abbiamo 350 iscritti, ci autotassiamo, stampiamo volantini e striscioni, vendiamo le nostre felpe. Per la prossima grigliata antidroga forse avremo un supermercato della zona come sponsor. Ci fornirà la carne. Anche i commercianti non ne possono più».