La nascita tra scienza e favola Scatti d’autore alle Stelline

Tutte inedite le fotografie scientifiche e artistiche

A prima vista sembrerebbe un anemone di mare. Guardando meglio potrebbe anche essere un fiore, misterioso e bellissimo. Invece è una tuba di Falloppio. Qui, nel nostro corpo, dove la realtà non è sempre quello che sembra, in un luogo dove regna il buio, interrotto soltanto dai battiti del cuore, la meraviglia è di casa. È solo una delle tante intuizioni suggerite dalle opere esposte in occasione della mostra «Riproduzione assistita: obiettivo per la vita», organizzata dalla Fondazione Cure Onlus (con sede nell’Ospedale Sacco Polo - Universitario Milano) con la consulenza artistica di Roberto Mutti e Giovanni Pelloso. Due sono gli itinerari che si intrecciano durante il percorso, in cui fotografie scientifiche e artistiche portano il visitatore per mano ad aprire gli occhi sulla vita. Ci si trova davanti a opere che destabilizzano, come se dessero una spinta al visibile per farsi da parte, intimandogli, per una volta, di guardare oltre, di ammirare ciò che non si vede, perché è infinitamente piccolo, troppo celato dentro di noi, perché fa parte del nostro corpo, fino a quello che è troppo grande per essere colto per intero, come il cielo stellato, come l’essenza di una fiaba. Il primo nucleo è costituito dalle fotografie scientifiche, che suggeriscono infinite suggestioni, lasciando vagare lo sguardo alla scoperta, prima di rivelarsi, grazie alle preziose didascalie, per quello che sono realmente, senza per questo perdere la loro poesia; ciglia e microvilli, sezioni dell’ovaio. Il tema centrale del percorso artistico è incentrato invece su opere fotografiche che gravitano intorno al tema della favola, da intendersi come miracolo della nascita, e dalla scoperta che nasce dalla ricerca per dare luogo a un futuro di speranza. Si tratta di scatti per lo più inediti, realizzati da Neri Oddo, con le sue inquadrature incalzanti, fino a quelli di Occhiomagico, che con «L’ora sospesa» medita sul mistero del tempo. Daniella Pusset, nelle sue opere in cui alberi, cielo e nuvole si fondono in un abbraccio spasmodico, cerca di catturare per un istante un mondo che è anche tempo che sguscia via veloce. Cinzia Susca invita invece alla scoperta, che è fatta anche di senso di sfida e voglia di confronto, mentre Dario Francione ci consegna la realtà attraverso scatti sospesi in atmosfere sognanti, in quell’attimo della notte che precede il risveglio. Perché a volte per scoprire la meraviglia nascosta nel cuore delle cose non occorre guardare lontano.
Riproduzione assistita: obiettivo per la vita al Centre culturel français de Milan, Palazzo Stelline, corso Magenta 6 fino al 23 marzo