Nasrallah in un bunker ai confini con la Siria

Forse individuato il nascondiglio del leader del Partito di Dio, che da giorni vive come una talpa per sfuggire alla caccia di Israele

I vertici di Hezbollah sarebbero chiusi in alcuni bunker in una striscia di terra nel nord del Libano, al confine con la Siria. Nascosti per sfuggire all’inseguimento lanciato dai cacciabombardieri israeliani. Lo sostiene «Debka file», un sito internet che attinge notizie dall’intelligence di Gerusalemme. Una parziale conferma è giunta ieri dalle dichiarazioni del capo di stato maggiore israeliano, Dan Halutz, di fronte alla commissione Esteri e Difesa del Parlamento. «Abbiamo colpito il cuore dell’organizzazione ­ ha detto il generale ­. Sappiamo che Nasrallah non ha visto la luce del sole dall’inizio della campagna».
L’intelligence israeliana ha analizzato il video del capo del Partito di Dio, Sheik Sayyed Hassan Nasrallah, andato in onda due giorni fa. Il leader degli estremisti sciiti sembra stanco. Ha la barba «scolorita» in alcuni punti, cioè non tinta da giorni. Secondo gli specialisti sono segnali che Nasrallah non esce dal luogo in cui si nasconde. Sabato sera le forze aeree israeliane avevano colpito il quartier generale di Hezbollah a Beirut, considerato un suo possibile rifugio. Poco dopo il nemico numero uno di Israele ha diffuso un messaggio audio per dimostrare di essere ancora vivo. «Debka file» sostiene che il suo nuovo e più sicuro nascondiglio si trova nella zona di Hermel, una striscia di terra nel Libano settentrionale circondata a est e a nord dalla Siria. Un cuneo strategico, rifugio di contrabbandieri che fanno passare guerriglieri, armi, droga e denaro attraverso la Siria, per poi raggiungere l’Irak.
L’Amn al Hizb, il sistema di sicurezza del Partito di Dio, composto da guardie del corpo pronte a morire per difendere i leader, avrebbe predisposto da tempo un reticolo di bunker nella zona. Non a caso l’aviazione israeliana ha iniziato a colpire obiettivi anche nel nord del Libano. Oltre a Nasrallah sarebbero nascosti a Hermel il capo di stato maggiore della milizia sciita, Ibrahim Akil, e il responsabile dell’intelligence, l’imprendibile Imad Mughniyeh, ricercato dagli anni ’80 dall’Fbi. Secondo l’intelligence di Gerusalemme proprio lui avrebbe organizzato il rapimento dei due soldati israeliani che ha dato l’inizio alle ostilità il 12 luglio.
Anche in situazione di emergenza Hezbollah è un movimento rigidamente verticistico, disciplinato e con il culto della segretezza. Le decisioni sono prese dalla Majlis Shura al-Qarar, una specie di assemblea del vertice presieduta da Nasrallah.
Un’altra ipotesi è che il leader di Hezbollah si sposti spesso da un bunker all’altro per evitare che gli israeliani lo individuino. C’è il sospetto che il Partito di Dio abbia aperto una sede speciale a Damasco, in previsione del conflitto con Israele, dotata di bunker e di tutti i moderni sistemi di sicurezza dove ospitare i suoi vertici in caso di necessità.