Nasrallah: non fermerete mai i nostri missili

Roberto Fabbri

Nasrallah sfida Israele con toni sempre più arroganti quanto più appare manifesta l’incapacità dell’esercito di Gerusalemme di sconfiggere i suoi miliziani. Le incursioni non ci fermeranno, dice il capo di Hezbollah a un quotidiano libanese dal suo nascondiglio segreto, anzi porteremo il terrore in tutto Israele.
Intanto ieri la pioggia di razzi sul nord dello Stato ebraico non si è arrestata nonostante l’intensificarsi degli attacchi portati dall’esercito israeliano, che ha riferito di aver messo nel mirino ben 270 obiettivi in Libano: cinquanta tra strutture e comandi di Hezbollah, 35 veicoli e 21 lanciarazzi usati dai miliziani, oltre a strade e ponti usati per raggiungere i siti usati per lanciare missili verso Israele. Ma tutto questo non è bastato a impedire che nell’arco della giornata altri 90 razzi raggiungessero città e villaggi della Galilea, provocando il ferimento di una cinquantina di persone e portando il totale dei proiettili lanciati a 1200 in due settimane: appena un decimo dell’arsenale stimato di Hezbollah all’inizio del conflitto.
Nasrallah si è detto sicuro che le incursioni israeliane contro i suoi combattenti non sortiranno effetti politici «a meno che realizzino degli obiettivi annunciati, il principale dei quali sarebbe arrestare il bombardamento degli insediamenti sionistici; ma assicuro che questo obiettivo non sarà realizzato». Da Teheran, il rappresentante di Hezbollah in Iran Hossein Safiadeen ripeteva intanto che intenzione del “partito di Dio” è colpire ancor più in profondità il territorio dello Stato ebraico. «Faremo in modo che Israele non sia più un posto sicuro per gli israeliani - ha detto Safiadeen ai giornalisti -. Vedrete un nuovo Medio Oriente, nello stile di Hezbollah e dell’Islam e non in quello della Rice e di Israele».
A queste rinnovate minacce l’esercito di Gerusalemme risponde come è a tutti noto in Libano, ma ieri in Israele è scoppiata una polemica su un presunto ordine draconiano impartito dal capo dello stato maggiore interforze, il generale Dan Halutz: bombardare con l’aviazione dieci edifici a più piani nel quartiere di Dahya a Beirut, roccaforte sciita e di Hezbollah, per ogni razzo sulla città israeliana di Haifa.
La notizia è stata trasmessa dalla radio dell’esercito israeliano e appare dunque attendibile. Tuttavia, rispondendo a un giornalista della televisione commerciale “Canale 10” che esprimeva dubbi sulla sua opportunità, un portavoce militare ha smentito «in modo categorico» che Halutz abbia mai emesso ordini per una simile rappresaglia: è una notizia totalmente infondata, ha aggiunto. Ma c’è chi sostiene che Halutz si riferisse a edifici già abbandonati dopo le bombe dei giorni scorsi, sotto i quali si troverebbero bunker scavati da Hezbollah.