Nassirya cinque anni dopo: una mostra in ricordo dei caduti

RASSEGNA Su 20 bacheche gli oggetti appartenuti ai militari, ognuno racconta una storia

«Siamo orgogliosi di tener vivo il ricordo. I parenti delle vittime sappiano che l’Arma e questa città non dimenticano chi ha dato la vita per la Patria». Parola di carabiniere. Il generale Nazzareno Giovannelli Presidente dell’associazione nazionale carabinieri introduce con queste parole la presentazione della commemorazione cittadina a cinque anni dalla strage. Ventotto i caduti, diciannove dei quali italiani e dodici i carabinieri in missione in Irak il 12 novembre 2003. Oggi si terrà una Messa in loro onore, alle 10 nella Cappella della caserma dei carabinieri «Montebello». Seguiranno domani un concerto e sabato l’inaugurazione di una mostra sui cimeli dell’Arma.
«Sono tre momenti importanti, aperti alla città - ha ricordato il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri -. Abbiamo il dovere di non dimenticare un attentato violento ma anche di colmare le lacune sulla storia recente. Sono sicuro che se chiedessimo a molti studenti dove si trova Nassirya riceveremmo risposte controverse. Sento questo trasmettere informazioni come un dovere verso chi non c’è più». Domani sera alle 20.30 al teatro Dal Verme si esibiranno le fanfare dal terzo battaglione Carabinieri della Lombardia. Il concerto è gratuito fino a esaurimento posti.
Sabato alle 11 verrà inaugurata la mostra sui cimeli dell’Arma nella sede dell’Associazione nazionale dei carabinieri in via Principe Amedeo 5. Suddivisa in quattro sezioni, la prima è dedicata all’Ottocento, la seconda e la terza alle due Guerre, l’ultima agli anni del terrorismo. Oltre cento pezzi distribuiti su venti teche fra uniformi, fregi, armi storiche, ma anche automezzi, divise e oggetti personali. «Ogni militare ha donato i suoi ricordi - ha spiegato il tenente Carlo Colombo che cura questa raccolta dal 2004 -. Ogni pezzo ha una storia particolare e per questo occupa un posto d’onore. La mostra è itinerante e, da quando è nata, conta 25mila visitatori l’anno». Resterà in via Principe Amedeo per sei mesi, ma su prenotazione telefonica sarà possibile vederla anche in altri momenti. «Abbiamo scelto di dedicare l’esposizione a Carlo Porro, militare disperso in Russia nel 1943 nato vicino a Erba - ha aggiunto Colombo -. È una croce di guerra, non una medaglia d’oro, è “uno per tutti” che ha perso la vita sul campo, a vent’anni. Ci ricorderemo sempre di lui come dei caduti di Nassirya. E stiamo anche cercando altri carabinieri morti in missione, partendo dalla Brianza visto che siamo un’associazione di territorio».
«La storia dell’Arma accompagna la storia del Paese - ha aggiunto ancora Palmeri non a caso nell’aula dedicata a Giovanni Marra, il presidente del consiglio comunale morto nel 2004 che è stato anche tenente dei carabinieri -. È la storia di uomini e donne che si impegnano per la nostra sicurezza fino a rischiare la vita anche oltre confine e per popoli che, la sicurezza, non sanno nemmeno cos’è». Da qui la riconoscenza verso i ghisa. Ieri sera alle 18.30 un grande Tricolore è stato proiettato sulla facciata di Palazzo Beccaria, sede della polizia municipale, «anche loro uomini e donne impegnati per la nostra sicurezza».