Nassirya: Coratti biasima, la Cirinnà si infuria

Il presidente del consiglio comunale «bacchettato» dalla sua vice: «Doveva avvisare i capigruppo»

Stefania Scarpa

Qualche schizzo del fango gettato sabato dai presunti pacifisti durante il corteo romano sugli eroi di Nassirya ieri è finito anche su qualche giacca in Campidoglio. E il presidente del consiglio Mirko Coratti è finito sul banco degli accusati nel centrosinistra per aver aperto di sua iniziativa la seduta del consiglio comunale di ieri esprimendo il proprio biasimo per i cori contro i caduti di Nassirya che un gruppo di manifestanti ha urlato durante il corteo a favore della Palestina di sabato scorso.
L’attacco a Coratti è arrivato, con parole suadenti, dal vice di Coratti, Monica Cirinnà. Che non contesta il merito («ottimo il contenuto e le parole che sposo in pieno») ma la forma. «Pessimo il comportamento istituzionale - punta il dito la consigliere animalista - che continua a non rispettare né la collegialità dell’ufficio di presidenza né i capigruppo che dovrebbero essere informati delle iniziative d’aula. Basta una telefonata o, ancora meglio, un sms con invio multiplo. Ci vogliono tre minuti». Cirinnà è molto arrabbiata perché, a suo avviso, «non è la prima volta che succede e penso che sia più giusto avvisare prima i capigruppo».
Una precisazione pedante e quanto mai inopportuna, quella di Cirinnà. Almeno a giudizio di alcuni esponenti del centrodestra, che hanno ritenuto di manifestare solidarietà al presidente dell’aula Giulio Cesare. «Spero che la collega Cirinnà abbia il buon gusto di chiedere scusa al collega Coratti», dice il consigliere di An, Fabio Sabbatani Schiuma, convinto che «dietro questo attaccarsi alla pagliuzza c’è un valore indiscutibile quale la memoria dei nostri caduti. Forse qualcuno si sarebbe trovato meglio a gridare insulti ai nostri caduti nei cortei della sinistra massimalista e ha poco senso istituzionale per ricoprire certe cariche». Della stessa idea il consigliere Udc Roberto Rastelli: «Chi protesta sulla forma con cui sono stati ricordati i fatti di sabato dimostra poca sensibilità istituzionale». E il consigliere di Forza Italia Fabio De Lillo, dopo aver solidarizzato con Coratti, aggiunge: «Mentre il sindaco Veltroni non perde occasione per dimostrare solidarietà per ogni rapito in Irak, capigruppo della sinistra radicale, ma anche dei Ds, attaccano il presidente Coratti che ha stigmatizzato gli insulti di un corteo contro i caduti di Nassirya». «La scusa della questione formale - sottolinea De Lillo - non regge. Il tema era noto, come dimostra il fatto che varie richieste erano state presentate da diversi Gruppi politici di maggioranza e opposizione. Se le sinistre avessero condiviso l’intenzione del presidente, di alto profilo morale e civile, non lo avrebbero criticato: se invece l’hanno fatto, è perché predicano bene e razzolano malissimo, dimostrando a disonore di Roma un indegno, incivile, incredibile disprezzo per i caduti di Nassirya».