Nassirya, polemiche «sinistre»

I caduti di Nassirya fanno ancora discutere. Sembra impossibile eppure anche tra chi siede nei banchi delle istituzioni c’è chi, pur a tre anni di distanza e dopo che Milano ha loro dedicato i giardini di piazzale Kennedy, si esercita nei distinguo. E così, durante la seduta di ieri del consiglio comunale, è capitato di ascoltare chi non fa nemmeno un cenno agli eroi che hanno dato la vita per una missione di pace. Né si preoccupa di condannare terroristi assetati di sangue. «Non dimentichiamo - le parole del capogruppo di Rifondazione comunista Vladimiro Merlin - la responsabilità di chi lì ha mandati in quel Paese». Parole isolate? Nemmeno per sogno. Un intervento fotocopia arriva anche dai posti riservati all’Ulivo. Formazione più moderata e da cui, forse, ci si sarebbero aspettate altre parole. «Prendiamocela con chi - interviene l’ulivista Carmela Rozza - ha inviato in Iraq dei giovani senza fornire loro i mezzi sufficienti per difendersi». Affermazioni senza dubbio stonate nel giorno del ricordo. Di quella memoria che tutti, a partire dal premier Romano Prodi, almeno a parole hanno detto di voler conservare e tramandare. «Frasi scellerate - replica subito in aula il forzista Guido Manca - che fanno da pendant alla posizione pilatesca assunta dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. Sentire da un rappresentante delle istituzioni parole pronunciate senza criterio alcuno fa male alle istituzioni, ma anche alla città di Milano che non si può riconoscere in una posizione così estrema. Per questo invito il consigliere Merlin a riflettere. E ad evitare di considerare guerrafondaio chi ha il solo torto di ricordare le vittime di un tragico attentato».