«Il Nastro? L’aspettavo da 50 anni»

da Roma

Aria di festa, ieri, alla Casa del Cinema, dove il press-agent Enrico Lucherini, sin dal mattino annunciava «una sorpresa», a margine del restauro del terzo film di Dino Risi Il segno di Venere. Mentre ricordi e riflessioni si mescolavano, infatti,nella tipica atmosfera affettuosa e commossa da omaggio all’autore, Laura Delli Colli, a nome del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani, ha voluto conferire il Nastro d’argento alla carriera al maestro milanese, «che ha saputo conquistare gli spettatori con la leggerezza e con l’impegno», così la motivazione. Non troppo emozionato, anzi, leggermente risentito, com’è nello stile puntuto di Dino Risi, al pari di Mario Monicelli, altro venerando decano del nostro cinema, spesso in vena di polemiche, l’artista ha detto: «Ho aspettato cinquant’anni un premio che non arrivava». In jeans délavé, scarpe all’inglese e megaocchiali tartarugati (altra analogia col collega Monicelli, che di recente sfoggia vezzosi occhiali da sole panterati, color rosa), Risi si è offerto ai numerosi flash dei fotografi. A parte l’estemporaneo Nastro d’argento ad personam Risi, sono Il caimano di Nanni Moretti e La sconosciuta di Giuseppe Tornatore i film più segnalati nella selezione per i Nastri d’Argento 2007. Le operazioni di voto termineranno il 31 maggio e nei primi giorni di giugno si avrà l’annuncio dei nomi dei vincitori, pronti al ritiro dei Nastri il 23 giugno, sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina. Per motivi di opportunità, Maurizio Costanzo, padre del regista Saverio e Mario Verdone, padre del regista e attore Carlo, pur iscritti al Sngci, si sono astenuti dal voto, in determinate categorie.