È nata «Brangelina», la figlia del deserto

Ingresso vietato alla stampa nel Paese. Ma parte la caccia per la prima foto

Paola Vitali

È nata la bambina più glamour di Hollywood, e come poteva mai chiamarsi se non Shiloh Nouvel? Il nome in ebraico significa «dono», ma anche «colui che è stato mandato», un allusione al Messia per i patriarchi della Bibbia.
Shiloh Nouvel, la bimba che porterà il peso di questo battesimo, è la figlia di Angelina Jolie e di Brad Pitt, e a rivelare la notizia che da mesi occupa con indiscrezioni e con foto prima rubate e poi esibite le copertine di tutto il mondo è la rivista People.
La coppia più bella del mondo, da tempo ribattezzata Brangelina, evitando la banalità di una clinica di losangelina, ha scelto un luogo quantomeno insolito per una nascita: la desertica e appartata Namibia. Per ora non è chiaro se il parto sia avvenuto nell'esclusiva località turistica di Langstrand oppure in una clinica nelle vicinanze.
Il Burning Shore Resort, oltre alla coppia e ai loro bambini adottati Maddox e Zahara, ospiti già da alcune settimane, ultimamente pare si fosse animato di decine di uomini della sicurezza e fosse stato circondato da grandi schermi che impedivano del tutto la vista dall'esterno. Non solo: per proteggere la coppia d'oro di Hollywood da paparazzi e giornalisti si era mobilitato anche il governo, le cui autorità già dalla scorsa settimana avevano comunicato che l'ingresso nel paese ai giornalisti della stampa estera sarebbe stato possibile solo previa autorizzazione scritta dei due attori. Tutto ciò in un paese lontano dal culto delle celebrità che anima Europa e Usa, anche se presumibilmente grato dell'attenzione che un evento di tale portata mondiale attira. Senz'altro non si sarà scatenata la caccia a Brangelina che solo qualche mese fa animò invano le rive del Lago di Como, allorché veniva data per certa la notizia che i divi sarebbero stati ospiti dell'amico George Clooney per convolare a nozze nella celebre villa dell'attore.
Allora avvistamenti, appostamenti, certezze su prenotazioni di barche e costumi d'epoca per lo scenografico sposalizio si sprecarono. Da quando Jolie, 30 anni, e Pitt, 42, si erano conosciuti per le riprese dell'action movie Mr. & Mrs. Smith, il soporifero polpettone in cui interpretavano una coppia di killer cui era stato ordinato di eliminarsi a vicenda, non c'era stato un giorno di pausa per i riflettori puntati sulla coppia e sulla allora moglie di lui, Jennifer Aniston, brava e misurata attrice passata dal planetario successo del serial Friends all'invidiatissimo matrimonio col sex-symbol del cinema che più sexy non si può.
Non c'era stato dubbio da subito che il set galeotto avrebbe travolto tutti, e che Pitt avrebbe perso la testa per l'inquieta, sexyssima, sopra-le-righe Angelina, figlia di John Voight, già sposata due volte con gli attori Jonny Lee Miller e Billy Bob Thorton e reduce da imprese sempre fumettisticamente trasgressive. Le ultime notizie scandalistiche la vorrebbero bisessuale, almeno secondo le recenti rivelazioni della modella Jenny Shimizu, che racconta la loro storia di amore decennale con dovizia di particolari e giura su una passione reciproca lontana dall'essere finita.
Ma per ora la Jolie si è cercata un luogo lontano da tutto questo, ed è tornata all'amata Africa, di cui è ospite spesso, e in cui ha trascorso anche parte dell'avventurosa gravidanza (viaggi intercontinentali, tentativi di lanci con paracadute). È infatti Ambasciatrice di buona volontà dell'Alta Commissione Onu per i rifugiati, con un impegno apparentemente molto intenso nel ruolo. Quello che viene da chiedersi, al di là dell'umano anelito alla tranquillità in un momento unico come quello di un parto, è il bisogno di organizzare l'impegnativa trasferta africana con annessa mobilitazione governativa, per poi a quanto pare sorridere dell'attenzione smodata attirata dalla coppia e dalla neonata. Con blasfema brutalità, la stampa americana ha paragonato l'attesa per la nascita di questa bambina a quella per l'arrivo di Gesù, e ne ha decretato la pole position rispetto alla analoga isteria mediatica per la figlia di Tom Cruise e Katie Holmes.
Per ora si è scatenata la caccia alla prima foto della bambina più famosa e si immagina più bella del mondo, che ci si augura non tatuata, non abbigliata come usa nelle tribù del Sud dell'Africa, non portata in deltaplano a 10 mesi a sorvolare il lago Vittoria, e soprattutto che da adolescente perdoni i genitori per il nome che le hanno imposto.