Un Natale agghiacciante e gli esperimenti di Lin Bai

NATALE DI GHIACCIO. Una storia da brividi. In tutti i sensi. È quella dell’«Endurance», la nave che partì dall’Inghilterra nell’agosto del 1914, verso l’Antartide. Obiettivo di quei 27 uomini (fra cui un clandestino) era attraversare il gelido continente da Ovest a Est. Ma il 18 gennaio 1915, a ottanta miglia dalla costa, il ghiaccio intrappolò la nave, la trascinò alla deriva per dieci mesi verso il Sudamerica e poi la spezzò come una noce. L’incredibile viaggio di ritorno, alla deriva su ghiacci e scialuppe, durò in tutto quasi due anni. Comandava la spedizione Ernest Shackleton, un esploratore e un uomo eccezionale. Fra le strenne natalizie vediamo riproposta la cronaca di quell’avventura, scritta da Caroline Alexander e con le fotografie (è il caso di dirlo) agghiaccianti di Frank Hurley, fotografo di bordo dell’«Endurance». La storia lascia a bocca aperta gli appassionati di viaggi estremi, figuriamoci quelli che considerano imprese anche le spedizioni notturne in frigorifero. Non è tuttavia, come annuncia l’editore Sperling & Kupfer, «l’unica cronaca di quell’epica avventura». Ne ricordiamo almeno un’altra, assai ben scritta, di Alfred Lansing, che però risulta reperibile solo in edizione economica: Endurance, l’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud (Tea).
ROSA CINESE. Dalla sua sede nelle Marche la casa editrice Halley, specializzata in testi economico-giuridici, tenta l’aggancio al mondo della narrativa e della saggistica con una nuova collana denominata semplicemente «H». Intenzione nobile, tantopiù che, a proposito di narrativa, si mettono in campo italiani poco conosciuti (non più di tre l’anno, pare) e addirittura scrittrici cinesi. La nobiltà dell’iniziativa sta dunque anche nel fatto che, laddove in Cina editori di pochi scrupoli traducono e pubblicano un po’ quello che par loro, senza badare ai diritti d’autore, da noi c’è chi si preoccupa di far uscire (a gennaio) con tutti i crismi dell’ufficialità un romanzo impegnativo come La panca nel loggiato, di Lin Bai.
Si tratta di una scrittrice incline allo scandalo, qui impegnata in un racconto che si sviluppa dalla vita della provincia cinese negli anni Quaranta alla Pechino in furiosa crescita economica dei Novanta. Lin Bai è una sperimentatrice, ha già fatto discutere con il romanzo semi-autobiografico La guerra di una persona sola, non certo roba da educande e non ancora uscito in Italia. Qualcosa da imparare c’è, da questa ondata di scrittrici cinesi affacciatesi alla ribalta internazionale negli ultimi dieci anni. Se non altro quanto il loro concetto di letteratura sia lontano da quello occidentale. Frammentario, simbolico, intricato e allo stesso tempo alla continua ricerca di provocazioni. E un pensiero speciale va a chi sa tradurre questa scrittura nella nostra lingua.
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