Con il Natale arriva la prima commissione operai in festa nella fabbrica tirata a lucido

Gli operai della Innse per Natale hanno ricevuto il regalo più bello che potessero mai immaginare: il lavoro. A due mesi e mezzo dall’acquisizione dell’azienda da parte della famiglia Camozzi, arriva la prima commissione. A chiedere l’intervento della Innse è niente po’ po’ di meno che la multinazionale Ansaldo per la costruzione di una quarantina di basamenti. Serviranno per mettere in piedi una sala prove e testare i motori di grandi dimensioni: bestioni di oltre 150 tonnellate di peso, da utilizzare per le navi e nell’industria.
In tutto, il lavoro porterà all’azienda di via Rubattino un milione di euro e metterà al lavoro 25 operai. Un’autentica boccata di ossigeno. L’accordo è stato raggiunto davanti al prefetto Gian Valerio Lombardi e a firmare il primo vero contratto della Innse sono stati i membri della famiglia Camozzi e Claudio Andrea Gemme, ad di Ansaldo.
Commossi gli operai, che passeranno le feste di Natale con una certezza in tasca: il motore è ripartito, nei prossimi mesi si potrà finalmente lavorare. Anzi, qualcuno sarà pure richiamato dalla cassa integrazione e potrà tornare a ricevere lo stipendio pieno. «Non sappiamo ancora quanti operai faremo rientrare - è cauto Ettore Camozzi, responsabile dello sviluppo del business - ma per noi è un primo grande passo. Finalmente un grande gruppo multinazionale ci dà fiducia e per noi questa è un’enorme soddisfazione e una boccata di ossigeno. Il nostro obbiettivo per il 2010 è far rientrare tutti in fabbrica».
E gli operai non stanno più nella pelle: «Lavoreremo giorno e notte» promettono, commossi. Le premesse per la ripartenza ora ci sono davvero. Per dirla con le parole di Camozzi, ora si passa a una fase nuova, dove «c’è meno finanza e più industria». In fabbrica, tutto è stato rimesso a nuovo da agosto ad oggi. «Abbiamo fatto un’attenta manutenzione dei macchinari - spiega Ettore Camozzi - e abbiamo anche deciso di riverniciarli di bianco e giallo per dare un’immagine nuova della fabbrica, più piacevole. Quei colori ci hanno portato bene. Finalmente possiamo farci valere e far vedere come sappiamo lavorare. I nostri operai non aspettavano altro».
Un po’ di commozione si intuisce anche nella voce di Claudio Gemme dell’Ansaldo, che ieri ha brindato assieme alla squadra della Innse in prefettura. «Mi hanno ringraziato ed è stato un momento davvero toccante» spiega, lasciando trapelare dietro all’immagine dell’imprenditore tutto d’un pezzo anche l’aspetto più umano.
L’anno nuovo quindi comincia sotto una buona stella. E sembrano lontani i tempi della protesta sulla gru con quaranta gradi all’ombra. Alla fine la fabbrica di via Rubattino ce l’ha fatta. «Ricominciare sotto la stella Ansaldo è per noi una prima grande prova - sostiene Camozzi - e ci auguriamo sia la prima di una lunga serie».