UN NATALE IN BIANCO

Più che bianco Natale, è un Natale che va in bianco. Quest’anno nemmeno la neve, puntuale come una governante svizzera, riesce a regalare la consueta allegria. Si respira un’atmosfera d’incertezza, d’insoddisfazione, di attesa preoccupata. A Milano, per esempio, ci sono molte luminarie. Ma uno le guarda e pensa: le avranno messe per nascondere le telecamere dell’Ecopass?
Non si è più sicuri di niente, ecco. L’ultimo dato è che fra pranzo di Natale e cenone gli stranieri spenderanno più di noi. Capitone alla maghrebina, brodo di cappone alla sudamericana e tacchino filippino. Sarà. E così, per non sbagliare, il nostro Amato governo finirà per aprire le porte ad altri 800-900mila clandestini. Avanti c’è posto. Anzi, c’è pasto.
Povero Prodi, bisogna capirlo: ha bisogno di un po’ di compagnia nuova. Quelli che gli stanno intorno, te li raccomando. Prendete Veltroni: dovrebbe essere il leader del partito che sostiene il governo. E invece, pensate, pur di dargli addosso arriva a sposare la tesi del (finora) sempre nemico New York Times. L’Italia sta male, è triste, anche un po’ decadente. Del resto si sa, gli americani sono sempre stati dei fan del tramonto Romano. E Walter, evidentemente, pure.
Come si dice? Dagli amici mi guardi Iddio... Prodi maneggia bene il potere, ma si trova in una situazione piuttosto bizzarra: un suo ministro (Mastella) diserta le riunioni per protestare contro il governo, un altro (Ferrero) invita gli operai a occupare le strade per protestare contro il governo, e il senatore a vita (Cossiga) che gli ha dato il voto fondamentale per sopravvivere sostiene che il governo è una iattura.
Del resto come stupirsi? Il senatore Dini, nel giro di pochi giorni, ha dichiarato: «Il governo è al capolinea», «Il governo ha fallito», «Il governo ha fallito su pensioni e salari», «Il governo è deludente», «Il governo è inadeguato rispetto al declino del Paese» e «Il governo non è capace di risollevare le sorti del Paese». Poi, però, continua a votarlo. Ma perché? Dice: senso di responsabilità. Ma sì: è come se uno fosse su un autobus guidato da un ubriaco e per senso di responsabilità aspettasse di finire nel fosso. Ma vi pare?
Qui, dal fosso, non siamo tanto distanti. La debolezza del governo ci costa cara: 2 miliardi di euro per il blocco dei Tir, lo sfascio dell’Alitalia, la mancanza di un vero pacchetto sicurezza, solo per restare ai temi all’ordine del giorno. Del resto come si fa ad amministrare un Paese solo con l’appoggio (indiretto, per carità) delle Procure? Al massimo, con quello, si mantiene qualche brandello di potere. Soddisfazione magra com’è magro il Natale degli italiani. Perché il risultato finale è evidente: Prodi mangerà il panettone, gli stranieri pure (e in abbondanza). A noi, invece, sta già andando di traverso, ancor prima di cominciare.