Per Natale, il cd sotto l'albero è diventato più pesante e prezioso

Grazie alla crisi del settore rimasterizzazioni a prezzo stracciato e scintillanti edizioni speciali dei capolavori del rock per appassionati facoltosi<br />

Sotto l’albero luccica ancora il cd. Ma l’era di internet e della musica liquida hanno già decretato la morte del supporto digitale. E' questione di pochi anni e poi tutti (a partire dai giovani) avranno la loro discoteca virtuale. Nel frattempo però chi ancora investe nell’ascolto della musica ha i suoi vantaggi. In fondo si ha il meglio pagando sempre meno: la maggior parte del catalogo in ristampa è infatti a prezzo stracciato, persino i Pink Floyd sono scesi a 10 euro e poi c’è la collana italiana «Il meglio di» della Warner a 5 euro che è un affarone. Le antologie triple, che vanno come il pane a Natale poi non superano mai i 20 euro.

Infine ci sono le edizioni speciali, le lussuose deluxe edition. Quelle confezioni non proprio economiche fatte a misura per gli impallinati che di un disco vogliono avere proprio tutto, dalla genesi agli scarti. Come si cambia per non morire. In principio, dicembre 1982, c’era il compact disc. Quello nero nella cornice, pesante e dal suono piatto. Tra i primi a uscire "Avalon" dei Roxi Music e "The Visitors" il canto del cigno degli Abba. Suono gelido, libretto scarno, foto e testi non pervenuti.

Dieci anni dopo arrivano le rimasterizzazioni e il suono del cd si addolcisce un pochettino. Nel 2004 arriva la rivoluzione grafica: la cornice diviene trasparente in un tutt’uno con la confezione. Godimento degli analogisti convinti: nessuna barriera si frappone più al disegno della copertina che può così svilupparsi completamente, come nell’lp. Tre anni dopo, siamo nel 1997, spuntano le prime edizioni cartonate (il White Album dei Beatles apre le danze) anch’esse rimasterizzate. É un’ideale replica del vinile per dare la dolce sensazione di toccare cose antiche, non più plasticose e dall’ascolto rassicurante. Nel frattempo gli acquirenti si estinguono lentamente, un po’ per evoluzione (l’i-pod, internet), un po’ per cambi di gusto perché questa non è più l’era dell’Hi-fi, delle valvole e dei dischi in vinile ma del video di qualità: l’home cinema.

Infine l’attualità con la crisi del settore e un mercato diviso in due: le offerte infinite e le delizie per gli intenditori. Già, i pochi appassionati di musica non finiranno mai di ringraziare i disertori dei negozi di dischi perché hanno costretto le case discografiche a tirar fuori dal cilindro quelle meraviglie non solo sonore che sono le edizioni deluxe. Nelle grandi catene come Feltrinelli e Mondadori, ex Messaggerie Musicali c’è n’è a sufficienza e si vendono bene. Si tratta di confezioni doppie - spesso anche triple quando c’è il dvd annesso - elegantissime. L’opera è ripulita, ci sono bonus track e spezzoni di concerti. Il prezzo varia molto. Si va dalle 28 euro dell’Elton John in stile western di "Tumblweed Connection" alle 22 di "The Stranger" di Billy Joel. Ma in mezzo ci sono i 24 euro per i due oscuri album dei Joy Division e il 21 euro per il rassicurante "Tapestry" di Carole King e il fulminante esordio blues dei Jetro Tull "This Was". Una irresistibile panacea per nostalgici del grande disco nero e dei bei tempi musicali che furono.