Natale, ma dov’è la crisi? Sabato di assalto ai negozi Malgrado la congiuntura la gente non rinuncia allo shopping Ma i commercianti frenano: «Questo week-end è un’eccezione»

STRADE IN TILT Più di un’ora di coda sull’autostrada che porta a «Roma Est»: traffico impazzito dalle nove del mattino fino a sera

Portafogli che si aprono di scatto come tamburi di rivoltelle. Banconote, monete e carte di credito tirate fuori da mani indaffarate. Ricevute da firmare, scontrini da piegare e conservare: è per la garanzia, dura un anno, non si sa mai. Pacchi e pacchettini, uno in meno, questo per chi è, conviene scriverci il nome sopra. Un trionfo di fiocchi e carta da regalo, orde di nastri e bigliettini di ogni possibile colore. Buste pesanti e altre più leggere, file davanti ai bancomat e code davanti alle casse. I commessi sbuffano, non ne possono più, mentre i clienti buttano un’occhiata preoccupata all’orologio. File in macchina e anche a piedi, al piano di sotto della libreria e a quello di sopra del negozio di elettronica. Meglio il saggio di alta classifica o un doppio dvd? Meglio entrambi, che almeno si fa bella figura. Tutte uguali le istantanee di una giornata di shopping selvaggio ai tempi della crisi. Che magari c’è pure, ma nella capitale riesce a mimetizzarsi a meraviglia.
L’ultimo sabato romano prima del Natale è una visione sconsigliata agli ansiosi e ai deboli di cuore. Al centro come in periferia, nei megastore come nei negozietti al dettaglio di qualsiasi amenità, la folla regna sovrana e non c’è spazio nemmeno per muoversi: l’imperativo categorico è darsi una mossa, per accorciare una lista che più lunga non si può. «Non ce la farò mai», sbuffa in via del Corso Caterina Giaccone, impiegata in una multinazionale, trucco accennato e passo deciso. È ancora mattina, il sole scalda e rassicura, ma a lei interessa solo piazzare il colpo grosso: «Devo trovare una cosa che mio figlio non abbia già e un’altra che a mio marito piaccia per davvero. Non so da dove cominciare, non mi interessa quanto dovrò spendere, di certo non ho tempo per le chiacchiere», ripete allontanandosi con garbo.
Tanti come lei badano alla sostanza piuttosto che al prezzo, all’oggetto gradito rispetto a quello che può lasciare in dote qualche euro in più. «Basta organizzarsi e, se proprio dobbiamo risparmiare, lo facciamo su pranzi e cene al ristorante», dice sciorinando la sua soluzione scaccia guai Fabrizio Grillo, ingegnere, in coda per spremuta e tramezzino in un bar di piazza San Silvestro. Ma gli esercenti che ne pensano? L’anno scorso, di questi tempi, ci dissero che il calo delle vendite aveva toccato quota 60 per cento. Stavolta sostituiscono le cifre con una cantilena sempre uguale: «C’è la crisi, gli affari vanno male», giura la proprietaria di un negozio di scarpe. «C'è la crisi, oggi è l’eccezione», spergiura la cassiera di una grande libreria del centro, ma neppure lei sembra così convinta delle sue affermazioni.
Tutto intorno al raccordo, invece, da missione lo shopping diventa impresa a tutti i costi. Così, l'autostrada che dalla Tiburtina porta al centro commerciale «Roma Est», uscita Ponte di Nona, si paralizza alle nove del mattino. E il traffico non accenna a diminuire fino a sera, quando il santuario del regalo ai tempi della crisi, esausto e depredato, serra i battenti. Mezz’ora, un’ora, addirittura un’ora e mezza di coda, poi ecco finalmente l’uscita, il parcheggio lontano lontano e nell’angolino in fondo in fondo, i tappeti mobili e la luce delle decorazioni su soffitti e pareti. Famiglie e coppie, carrelli che già debordano e altri che si riempiono, gruppi di amici e di compagni di scuola. «Per mio cognato ho comprato una valigia (di una nota marca, ndr), per mia sorella un cappotto e per mio nipote Luciano un lettore DivX», riepiloga Nicola, autista dell’Atac da 20 anni. «Al Natale non rinuncio - aggiunge - e poi sono sicuro che usciremo bene da questa fase, in fondo ce l’abbiamo sempre fatta». Ci crede Nicola e sembra crederci chi gli passa accanto, qualcuno coccolandosi con gli occhi l’ultimo modello di console per videogiochi, qualcun altro sbirciando nella scatola della macchina per il caffè che si vede spesso in tv. Vatti a fidare della crisi, così infida e così sfuggente: puoi cercarla quanto vuoi nelle strade del Natale di Roma, ma lei sarà di gran lunga più brava a convincerti che non esiste.
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