Natale da favola al Carlo Felice

Barbara Catellani

Una fiaba. Un regno lontano, chissà dove, con tetti dorati e palazzi dalle torri longilinee che custodiscono segreti per cento anni, circondati da profumati giardini e da boschi inaccessibili, in un tempo che non esiste o forse che esiste sempre, in una dimensione che davvero non ha età né collocazione geografica. Natale più magico forse non si poteva aspettare, a teatro, e proprio a creare la giusta atmosfera per le festività natalizie, il Corpo di Ballo dell'Opera di Kiev, per la prima volta a Genova, porterà sul palco del Carlo Felice dal questa sera al 23 dicembre «La Bella Addormentata nel bosco», il celebre balletto di Peter Il'ic Cajkovskij con la coreografia originale di Marius Petipa e sotto la direzione di Vladimir Kozhukhar, che guiderà l'orchestra del nostro teatro.
Un capolavoro che del racconto di Charles Perrault narra, attraverso la danza, la parte più nota, più amata - quella insomma che si racconta ai bambini - lasciando da parte orchesse e complessi edipici e incentrandosi invece sulla tradizionale lotta tra Bene e Male, in particolare tra la buona Fata dei Lillà e la perfida strega Carabosse. Ricchissima la tavolozza di luci, incanti e colori che dipinge la celeberrima fiaba, dalla nascita della bellissima principessa Aurora festeggiata con danze sfarzose - notissime le splendide Variazioni delle sei fate - al temutissimo suo sedicesimo compleanno; dal sonno lungo un secolo che avvolge il regno intero - preannunciato dall' «Adagio della rosa» - al bacio del risveglio, fino all'apoteosi che celebra le nozze regali, con momenti coreografici di grande effetto come il «pas de deux» dell'Uccello Azzurro e della principessa Florine e il «grand pas de deux» dei due protagonisti.
Colori sgargianti, si diceva, delle scene e degli sfarzosi costumi di Maria Levitzkaia, ma anche splendido gioco di tinte e timbri orchestrali, perfetto fluire di suoni ricchi di passione ed espressività, il tutto perfettamente integrato alle situazioni e ai momenti rappresentati. Un vero gioiello di mirabile equilibrio e di purezza formale in cui la coreografia, sempre legata alle forme della danza accademica, si abbandona però a raffinati virtuosismi. Un cast eccellente, composto da numerose giovani promesse, che porta nella nostra città la rinomata tradizione accademica del Balletto Russo, di cui il Corpo di Ballo dell'Opera di Kiev, riconosciuto a livello internazionale, è degno e raffinato erede.